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L’identikit, Gianluca Petrachi: chi è il ds del Torino vicinissimo alla Roma (FOTO)

Il dirigente ha rotto con i granata, pronto il matrimonio con i giallorossi

Gianluca Petrachi è nato a Lecce il 14 gennaio 1969. Prima di diventare dirigente è stato calciatore: ha attraversato tutte le categorie del calcio italiano dalla Serie C2 alla Serie A e vanta anche un’esperienza all’estero con il Nottingham Forest. Petrachi ha iniziato a giocare nella squadra della sua città, il Lecce (con il quale ha esordito nel campionato di Serie B 1987-88). L’anno successivo lo ha trascorso in Serie C2 con il Nola, per poi trasferirsi in C1 al Taranto, con il quale ha conquistato la promozione Serie B.

Dopo l’esperienza pugliese si è trasferito nuovamente in Serie C2, all’Arezzo e, l’anno successivo, in C1 alla Fidelis Andria con la quale viene promosso in Serie B. Nel 1993 il passaggio al Venezia, nel 1994 il primo trasferimento in Serie A, al Torino. Dopo pochi mesi (e una sola presenza in granata) è sceso al Palermo, in Serie B. Dal 1995 al 1997 ha giocato nella Cremonese: un anno in Serie A e un anno in B. Dopo i grigiorossi è stato il turno dell’Ancona (Serie B), poi nell’estate del 1998 un nuovo trasferimento in A con la maglia del Perugia. Nel 1999-2000 il passaggio nella seconda divisione inglese con la maglia del Nottingham Forest, prima di tornare nel Bel Paese per vestire le maglie di Perugia (di nuovo nella massima serie) e chiudere la carriera al Taranto, in Serie C1, dove ha giocato fino al ritiro avvenuto nel 2003.

Dirigente

Petrachi ha cominciato la carriera dirigenziale subito dopo il ritiro, nel 2003, come team manager dell’Ancona. Tuttavia la sua ascesa è iniziata a partire dalla stagione 2006-07, quando è diventato il direttore sportivo del Pisa in Serie C1. Sotto la gestione del ds pugliese, durata dal 2006 al 2008, anno della cessione della società da parte del presidente Covarelli a Pomponi, i toscani hanno conquistato la Serie B nella prima stagione e, nella seguente, si sono qualificati ai playoff per la Serie A contro ogni pronostico. Nel 2006-07 Petrachi ha deciso di affidare la panchina a Piero Braglia che, come detto, raggiunge la Serie B attraverso i playoff. In questa stagione a Pisa sono approdati, tra gli altri, calciatori del calibro di Emanuele Buzzegoli, Fabio Ceravolo, Emanuele D’Anna e Luciano Zavagno.

Nell’estate del 2007 con pochi soldi, poche idee e con Braglia che ha deciso di non rinnovare il contratto, Petrachi ha la felice intuizione di chiamare in panchina Giampiero Ventura, reduce da due annate deludenti con Messina e Verona. Il 4-2-4 di Ventura si sposa alla perfezione con le caratteristiche dei giocatori che il ds salentino gli ha messo a disposizione: José Ignacio Castillo, Vitali Kutuzov, Gael Genevier, Denilson Gabionetta, Daniele Padelli e Alessio Cerci. I toscani riescono a classificarsi sesti e ad approdare ai playoff, terminati con una doppia sconfitta con il Lecce. L’8 settembre 2008 è avvenuta la separazione tra Petrachi e il Pisa.

Torino

Il 27 dicembre 2009 è approdato al Torino come dirigente, affiancato all’allora ds dei granata Rino Foschi. Il 6 gennaio 2010, dopo le dimissioni di quest’ultimo, Petrachi ha assunto il ruolo di direttore sportivo del club. Il lavoro svolto gli ha consentito di ottenere diversi rinnovi di contratto, con l’attuale che scadrà il 30 giugno 2020. Sotto il regno Petrachi il Torino è passato dalla Serie B agli ottavi di Europa League ed è attualmente in lotta per la Champions League. Il leccese si è rivelato un ds bravo a comprare i calciatori giusti a prezzi contenuti per poi rivenderli a una cifra maggiore (le cosiddette “plusvalenze”).

Diversi sono i giocatori che Petrachi ha portato sotto l’ombra della Mole e che, nella maggior parte dei casi, sono stati rivenduti a cifre di gran lunga superiori a quella di acquisto:

D’Ambrosio (primo acquisto di Petrachi, preso dalla Juve Stabia in Serie C1 e venduto all’Inter per 3,75 milioni)
Cerci (6,75 milioni dalla Fiorentina e venduto all’Atletico Madrid per 15 milioni)
Glik (2,35 milioni dal Palermo e venduto al Monaco per 11 milioni)
Darmian (2,33 milioni dal Palermo e venduto al Manchester United per 18 milioni)
Immobile (10,75 milioni dalla Juventus e venduto al Borussia Dortmund per 18,5 milioni)
Maksimovic (3 milioni dalla Stella Rossa e venduto al Napoli per 25 milioni)
Zappacosta (4,3 milioni dall’Atalanta e venduto al Chelsea per 25 milioni)
Benassi (4,8 milioni dall’Inter e venduto alla Fiorentina per 10 milioni)
Bruno Peres (2 milioni dal San Paolo e venduto alla Roma per 12,5 milioni)

 

Non solo plusvalenze. Petrachi ha dimostrato di essere un ds molto attivo sia sul mercato italiano che su quello sudamericano oltre a non disdegnare trattative con le big d’Europa (e del nostro campionato). In questo senso sono arrivati diversi giocatori, con alcuni di loro che costituiscono tutt’ora l’ossatura dei granata:

Belotti (8,4 milioni dal Palermo)
Baselli (6 milioni dall’Atalanta)
De Silvestri (3,5 milioni dalla Sampdoria)
Ljajic (9 milioni dalla Roma, attualmente in prestito al Besiktas)
Iago Falqué (6 milioni dalla Roma)
Boyé (parametro zero dal River, attualmente in prestito all’AEK Atene)
Hart (prestito secco dal Manchester City, tornato ai Citizens a fine stagione)
Lyanco (7 milioni dal San Paolo)
Sirigu (parametro zero dal PSG)
Meité (10 milioni dal Monaco)
Izzo (8 milioni dal Genoa)
N’Koulou (3,5 milioni dal Lione)
Ola Aina (prestito oneroso con diritto di riscatto dal Chelsea)

I 20 calciatori più preziosi del Torino secondo Transfermarkt.it. Solamente 4 di questi non sono stati acquistati da Petrachi (Di Michele, Bianchi, Barone e Diana)

Per la stagione 2019-2020 sembra essere vicino alla Roma, soprattutto dopo lo screzio con il presidente del Torino Urbano Cairo. Petrachi, molto probabilmente, è atteso a Boston da Pallotta nelle prossime settimane (verosimilmente dopo la fine del campionato). In giallorosso, inoltre, potrebbe lavorare con il suo amico e compaesano Antonio Conte, molto vicino alla Roma dopo i recenti sviluppi della vicenda. E potrebbe essere proprio il dirigente l’anello di congiunzione definitivo tra il club capitolino e l’ex allenatore di Juventus, Italia e Chelsea.

 

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