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Fonseca: “Futuro? Vedremo. L’unica certezza è che non allenerò la Dinamo Kiev”

Il tecnico portoghese: “Nel calcio può succedere di tutto, vedremo. L’unica certezza è che non andrò mai ad allenare la Dinamo Kiev”

Ormai per la panchina della Roma è una lotta a due, con De Zerbi da una parte e Fonseca dall’altra. Il tecnico portoghese è stato intervistato dal programma russo “ProFootball” che va in onda su 2+2:

“Il mio futuro? Nel calcio può succedere di tutto, vedremo. L’unica certezza è che non andrò mai ad allenare la Dinamo Kiev perché altrimenti mia moglie si arrabbia”

La lunga intervista ha l’aria di essere un addio al calcio ucraino“In questi tre anni abbiamo vinto tanto e abbiamo rispettato le attese dei tifosi: battere la Dinamo Kyiv. Ma io ho sempre nutrito profondo rispetto per questo club, siamo stati un esempio di corretta rivalità. In passato ho incontrato il presidente della Dinamo, abbiamo preso un caffè insieme e abbiamo parlato di giovani promettenti. Ma ovviamente non ci siamo mai messi a intavolare trattative per un mio trasferimeno. Se arrivasse un’offerta? Mai dire mai, ma onestamente sono talmente legato allo Shakthar che sarebbe molto difficile. E mia moglie non la prenderebbe bene...”.

Sui suoi anni allo Shakthar: “Sono stati molto belli e pieni di soddisfazioni. In Champions League è stata dura, anche perché l’anno scorso abbiamo venduto molti giocatori forti come Bernard, Fred, Srna e Facundo Ferreira. Quest’anno la Champions è stata un fallimento, anche perché non potevamo contare su due elementi importanti come Tyson e Marlos. Anche senza di loro abbiamo combattuto fino alla fine per il passaggio del turno ma non ci siamo riusciti“.

Gioco offensivo, propositivo e spettacolare: “Io non voglio soltanto vincere, ma anche giocare bene. Non mi basta riuscire a portare a casa il risultato. Il mio sogno? Vincere la Champions League, è naturale. Riuscire a battere grandi club in questo torneo è qualcosa di emozionante, è spettacolare“. Alla Roma dovrebbe accontentarsi dell’Europa League, sperando poi di riuscire a portare la sua squadra tra le prime quattro del campionato.

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