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Parla Julio Sergio: “Seguo sempre la Roma. Spero possa riprendersi”

Le parole dell’ex portiere giallorosso

Julio Sergio Bertagnoli, ex portiere della Roma, intervenuto al portale calciolecce.it, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in vista di Roma-Lecce.

Buon pomeriggio, Julio. Cosa ne pensi del momento negativo della Roma?
“Seguo molto la Roma tramite i canali internet, i social, e vedo anche qualche partita. E’ un periodo difficile. La Roma patisce sempre questa crisi dopo Natale e Capodanno, è normale avere un brutto periodo così. Spero che si possa riprendere subito. Nonostante il periodo no, Roma-Lecce sarà sempre una partita tra una big e una piccola che lotta per rimanere in Serie A. In tutto questo, però, gli ospiti possono sfruttare la pressione che c’è attorno alla Roma e fare qualcosa di interessante”.

Il tecnico del Lecce Fabio Liverani propone spesso del calcio offensivo. Il modello potrà reggere anche in casa di una Roma ovviamente forte dei suoi valori tecnici?
“Certo, ognuno ha le sue armi, ma non è semplice andare all’Olimpico e fare gioco d’attacco in casa della Roma. La formazione di casa ha giocatori che possono decidere la partita in ogni momento. Ci sta proporre del calcio anche davanti a un avversario sulla carta più forte, ma ogni tanto il Lecce ripiegherà anche per essere più tranquillo. Lasciare tanti spazi alla Roma già dai primi minuti ti espone a grossi rischi e subire lo svantaggio già nei primi minuti non sarebbe una buona cosa”.

La porta del Lecce è difesa da Gabriel Vasconcelos…
“Conosco Gabriel, abbiamo parlato due-tre volte di cose che non c’entrano con il calcio. Mi ha colpito per le sue qualità umane. Ha la testa sulle spalle e un bellissimo modo di pensare la vita, difficile da trovare nel calcio. Un ragazzo spettacolare. La sua grandezza è appunto prima umana e poi sportiva. Mi piacerebbe vederlo in forma già all’Olimpico, sono un suo fan. Sul campo, poi, mi ha impressionato tantissimo. Merita finalmente la continuità sul palcoscenico della Serie A, conquistato con il Lecce. In Brasile, si parla di lui. E’ considerato tantissimo”.

Gabriel, però, è reduce dall’assenza forzata per un infortunio alla schiena. Con Mauro Vigorito, suo sostituto, il Lecce in campo ha raccolto tre vittorie. Il rientro in porta da titolare può nascondere ulteriori insidie al brasiliano?
“Deve stare tranquillo e allenarsi con calma. Non esistono calciatori che firmano per la titolarità e pretendono di averla indipendentemente da altre condizioni. Nel suo caso, ha lasciato la porta al collega a causa di un infortunio, non è stato messo da parte per una questione tecnica. Ha fatto il titolare ed è considerato come il primo portiere della squadra. E poi, ricordiamocelo, il calcio non dipende solo dai portieri. Ci sono tante variabili che determinano l’andamento di una partita. Al momento di riprendere il suo posto tra i pali, dovrà avere serenità”.

Sarebbe azzardato pensare a un ipotetico ritorno in Nazionale di Gabriel, ovviamente in lizza per uno dei posti dietro al mostruoso Alisson, un numero 1 che magari potrebbe ambire al Pallone d’Oro?
“Possibile. Perchè no! Gabriel, se continua a sfoderare prestazioni al livello del girone d’andata nel Lecce, potrebbe avere un’altra chance. Ha già vestito la maglia della Selecao nelle giovanili e in amichevole. Alisson è unico. Si è affermato in Brasile e poi, in Europa è esploso con la Roma per poi mantenere livelli di rendimento altissimi anche in Inghilterra dove col Liverpool ha vinto tutto. Il Pallone d’Oro è difficile da vincere per un portiere. Nel mondo del calcio, oggi, tutti sono amanti dei gol di Cristiano Ronaldo e Messi. Non so se si rivedrà mai un portiere con il Pallone d’Oro. Lo ha vinto sì Jascin negli anni Sessanta, ma erano altri tempi. Tifo ogni giorno per Alisson in vetta. Sarebbe un grande orgoglio vedere un portiere brasiliano con il trofeo. La vedo dura, sono sincero. Non ci è riuscito Buffon, non so se ci riuscirà Alisson”.

Julio Sergio alla Roma fa ricordare il campionato 2009/2010…
“Non potrò mai dimenticare quell’anno. Facemmo una grande cavalcata, giocando un calcio spumeggiante e perdemmo lo scudetto per mano dell’Inter, che aveva una rosa stratosferica. Se la Roma avesse conquistato lo Scudetto all’epoca, in questo momento vivrei a Roma e avrei cene gratis a vita. Purtroppo, fu pesantissima la sconfitta con la Sampdoria all’Olimpico. Sapevamo che la partita era dura già dalla vigilia. Eravamo sull’1-0 all’intervallo e poi perdemmo la concentrazione. Successe qualcosa nello spogliatoio e poi, al rientro in campo, ci fu la doppietta di Pazzini”.

Da quanto tempo non ritorni a Roma e in Italia?
“Manco da Roma da un po’ di anni. Non torno dal 2016. Ho un po’ di ‘saudade’, come diciamo noi, anche dell’Italia. Appena possibile, però, verrò. Vorrei vedere un derby e una partita di Champions”.

Come sta andando il percorso da allenatore?
“Ho iniziato a fare corsi UEFA in Italia. Poi, una volta tornato in Brasile, mi sono adeguato con altri attestati. Preparatore dei portieri? No, no. Ho sempre studiato per fare il primo allenatore. Ho cominciato nel 2015, naturalmente nel mio paese natale, con il Clube Recreativo e Atlético Catalano (Serie D). Pian piano sto salendo, e ho chiuso da poco l’esperienza con il Marilia Atletico Clube. Vorrei tornare in Europa per perfezionarmi con altri corsi e mettermi in discussione, magari in Italia”.

Che ricordi hai della stagione vissuta a Lecce?
“A Lecce ho trovato una città bellissima, credo sia stata l’esperienza più importante della mia vita come uomo. La piazza mi ha dato tanto. Eusebio Di Francesco, al pari della società, mi vollero fortemente. Dall’altra parte, però, conservo un grande rammarico. Non ho dato ciò che il Lecce si aspettava da me. Non c’ero con la testa e poi mi sono fatto male diverse volte. Ho un debito con Lecce. Dall’altra parte, però, come ho già detto, è stata una grande esperienza di vita. In città ricordo i miei amici di allora Benny e Ubaldo”.

Dal passato al presente. Hai fatto il portiere a Roma, in uno dei club più difficili per un estremo difensore in Serie A. Da due anni, la Roma punta su portieri provenienti dall’estero. Prima Olsen e quest’anno Pau Lopez. Come giudichi lo spagnolo e cosa pensi delle scelte della società capitolina?
“Roma e la Roma creano situazioni difficili per un portiere. Più che qualità tecniche, alla Roma, e in genere in Italia, devi avere la testa. Essere forti psicologicamente è più importante di fare cose plastiche in porta. In Serie la testa è tutto. Pau Lopez è un portiere esperto, dietro il suo acquisto ci sono lunghi studi da parte di società e staff tecnico. Il primo anno è sempre difficile. E’ duro da dire ma dobbiamo avere pazienza. Pau Lopez ha sbagliato nel derby con la Lazio ma è un portiere esperto, di sicuro affidamento. Si riprenderà”.

Com’è fare il portiere alla Roma?
“Roma è una piazza importante per un portiere difficile. Il calcio italiano è difficile per un portiere, più responsabile in Italia. Roma tifoseria calda e unica. avere la testa è più importante di fare cose plastiche in porta. La testa conta. Pau Lopez ha sbagliato nel derby ma è esperto il primo anno è sempre difficile. E’ duro da dire ma dobbiamo avere pazienza. Non ha trovato la strada giustissima e si deve riprendere, bisogna analizzare un altro aspetto”.

Prego…
“All’Olimpico, i portieri vivono un problema che non va minimizzato. Non è semplice raccogliere l’eredità di Alisson, il cui percorso è esemplare. Si è affermato prima in Brasile e poi è volato in Europa. Nel primo anno ha giocato poco, facendosi vedere in partita perlopiù nelle Coppe, e poi è stato straordinario. Ha avuto più tempo per ambientarsi alla Serie A rispetto a Olsen e Pau Lopez. Ovviamente, scegliere un portiere più abituato alla Serie A porterebbe meno imprevedibilità, ma se così è stato fatto ci saranno stati i giusti motivi”.

Tornando, alla partita di domenica tra Roma e Lecce, qual è il tuo pronostico?
“E’ difficile prevedere cosa succederà. Il Lecce ha tanto entusiasmo dopo le tre vittorie, ma la Roma ha bisogno di vincere. Sicuramente, mi immagino una partita interessante da vedere, ma con tanti gol. Mi auguro che la Roma possa vincere, ma in questo momento è difficile”. 

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