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Spadafora (Ministro dello sport):“Non condivido la scelta della Lega Serie A di giocare”

Il Minstro: “Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento mettere a rischio la salute dei calciatori”

La Serie A è a rischio stop. Nei prossimi minuti arriveranno le decisioni sul futuro del campionato di calcio, ormai sempre più a rischio visto l’allarme Coronavirus.

15:32 – Ancora il Ministro dello sport: “Martedì aspettiamo la decisione della Lega. Bisogna rispettare le regole, nessuno vuole un caso di contagio anche in SerieA per poi dover prendere provvedimenti. Un appello anche ai calciatori: è un tema delicato, il mondo del calcio non può andare avanti”.

15:30 – Spadafora ai microfoni della Rai: Non condivido la scelta della Lega Serie A di giocare. L’emergenza sanitaria non finirà tra qualche giorno, ma solo con responsabilità di ciascuno. Potrebbero esserci conseguenze sul campionato, ma il calcio poi riprenderà come e meglio di prima quando sarà finito tutto”

13:20 – Anche la gara tra Milan e Genoa, programmata per le 15:00, è stata confermata. Si va quindi verso il prosieguo di tutta la giornata.

13:06 – Secondo quanto appreso dall’emittente satellitare Sky Sport, la partita tra Parma e Spal si giocherà definitivamente. Il fischio d’inizio sarà alle 13:45.

12:32 – Le parole del Ministro sono arrivate pochi istanti prima del fischio d’inizio della gara tra Spal e Parma. Le due formazioni sono state richiamate negli spogliatoi in attesa di una decisione, che dovrebbe arrivare nei prossimi 30 minuti.

 

12:30 – Dopo le dichiarazioni e la posizione presa da Damiano Tommasi, che chiedeva lo stop al calcio italiano per evitare la diffusione del Coronavirus, arrivano anche quelle di Vincenzo Spadafora, ministro per le politiche giovanili e lo sport. Queste le sue dichiarazioni rilasciate in FIGC:

“Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso. Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni. Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità. Del resto, ancora prima che la situazione diventasse così drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare. Nei vari contatti di ieri, infatti, anche grazie alla collaborazione di Rai e Mediaset, si era arrivati vicini ad una soluzione equa per tutti gli attori e soprattutto di grande conforto per i tanti cittadini appassionati di calcio. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà. Le società di calcio piuttosto valutino come superare le clausole vessatorie già all’attenzione dell’Antitrust per provvedere al rimborso degli abbonamenti e dei biglietti venduti per le prossime partite.
Prenderò in considerazione nei prossimi giorni ogni iniziava utile anche legislativa per mettere ordine in un mondo che rischia di non rappresentare più valori etici e morali ai quali vorremmo che si ispirasse sempre”.

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