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Dzeko, gol e paradossi

Il bosniaco amato con riserve nella capitale

Dzeko, come spesso si sottolinea, non è un bomber autentico. E’ poco cattivo, eppure piano piano sta scalando la classifica dei marcatori della Roma. 80 gol realizzati in campionato dal 2015. Meglio di lui solo Totti, Pruzzo, Amadei e Montella, gente che con la Roma ha vinto lo scudetto. Dzeko è un tipo molto particolare, molti lo raccontano come estremamente permaloso: soffre gli umori esterni, qualche critica di troppo. Non è espansivo, non è accattivante con i tifosi. E’ un professionista, ama il suo lavoro e la Roma. L’amore per questa città e per i suo colori, come testimoniano anche le foto della moglie, è indiscutibile. Il problema che gli viene attribuito è l’ingaggio.

E’ un po’ ciò che è accaduto a Montella sul finire della carriera, quando ogni prestito che accettava veniva festeggiato dalla società. Dzeko ha voglia di giocare, non tanto di spalmare il suo ingaggio, ma di sicuro non vuole mancare se la società gli chiedesse una sacrificio. A gennaio si faranno i conti quando il mercato verrà riaperto. Dzeko proverà ancora a scalare le classifiche dei marcatori, anche se a Roma si vive di questo paradosso: uno come lui non riesce ad accontentare tutti come fecero ad esempio Voeller o Rizzitelli, due con numeri minori, ma molto apprezzati dai tifosi. Lo scrive “Il Messaggero”.

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