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Edin, il capitano evaporato

L’editoriale di Giancarlo Dotto sul bosniaco

Sconfitta disastrosa. Che fa e farà dannatamente male perché toglie troppe certezze, e non solo perché si tratta di un derby. I tre punti e le tre rei sono il minimo nell’inventario del fallimento. Occhio alla testa.

Troppo facile gettare la croce su Ibanez, al suo primo derby. Claudicanti tutti i leader della squadra. Spinazzola che non salta nemmeno sé stesso, Veretout che gira a vuoto, Smalling esitante, Micky e Pellegrini sotto tono. Ma, il protagonista in negativo di questo letale passaggio è uno solo, l’uomo con la fascia, Edin Dzeko.

Capitano inadeguato. E non è nemmeno una critica tecnica. Ottimo giocatore Edin, importante la sua storia nella Roma, ma non può fare il capitano di questa squadra e forse di nessuna. Se ritrovi poi a giocare un derby sotto di due reti dopo venti minuto e poi di tre, la sua insufficienza emotiva fa male, è un cazzotto nell’occhio oltre che nei cuori. Da capitano a capitano, da De Rossi a Dzeko, una caduta verticale.

Il ragazzo veste di fatto giallorosso, risulta iscritto a referto nei tabellini, ma è ancora un giocatore della Roma? Lo è nella testa? Forse, troppe volte ceduto e troppe volte richiamato. Forse, una di troppo. Arriva il momento nella vita in cui immagini di avere bisogno di altro. Altri stimoli. Giusto assecondarsi. Ma se si tratta di questo, devi essere tu il primo  a toglierti quella fascia dal braccio. Lo scrive “Il Corriere dello Sport”.

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