Resta in contatto

Giallo&Rosso

“Troppo tutto insieme”

Troppo tutto insieme. Come quando si esagera nello scherzare e alla fine non viene più da ridere

La serata dell’Olimpico è stato un dramma grottesco, uno spettacolo teatrale basato sul surreale, una presa in giro colossale, insomma troppo tutto insieme.

La Roma di Fonseca come la Roma di Garcia: fuori dalla Coppa Italia per mano dello Spezia di Italiano, che lascia diversi titolari in hotel, risparmiandoli per la sfida di sabato in campionato.
La Roma ne prende 4 dallo Spezia, con una doppietta di Saponara (con tanto di cucchiaio alla Totti) e un gol di testa (sì, di testa) di Verde, che prima esulta e poi non esulta per rispetto.
La Roma riesce nell’impresa di farsi buttar fuori due giocatori in meno di 60 secondi, forse un record mondiale che si aggiudicano in accoppiata Mancini e Pau Lopez.
La Roma riesce inoltre nell’impresa di perdere due volte la stessa gara: prima in campo, poi da regolamento a tavolino, per aver effettuato 6 cambi e 2 nei supplementari.
Attorno a questi macrotemi, troviamo dei gol divorati da Borja Mayoral, Maggiore che in campo sembrava Muller e Fuzato che colleziona la sua prima presenza stagionale, dopo il nulla più assoluto nel prestito con il Gil Vicente.

La Roma riesce a sfociare nel surreale con una costanza sospetta e inquietante, perché quando si perde lo si fa con una fragorosa caduta, condita da tutto quello che l’intelletto umano può concepire.
Ma devono esserci dei paletti, dei punti di non ritorno inderogabili, dove fermarsi e prendere delle decisioni, fare delle scelte.
Aspettiamo fiduciosi perché i tifosi della Roma meritano di più, molto di più.

 

2 Commenti
Subscribe
Notificami
guest
2 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Giallo&Rosso