Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Canta l’Olimpico: Mourinho a Roma ha già riempito il vuoto lasciato da Dzeko

Mourinho

Edin Dzeko, ufficiale all’Inter soltanto ieri sera, sembra essere già un lontano ricordo

È tornano il popolo: si sentiva cantare. Ma a un popolo spesso serve un uomo: in queste città stordita dal caldo, in questo stadio che quando è pieno sembra infinito e quando è sfoltito sembra un paesaggio autunnale, oggi quell’uomo poteva mancare e invece c’era. Dopo 200 volte non c’era il centravanti, quello più grosso, quello più forte, quello che con la sua presenza assicurava alla Roma un posto nel posto, e ai tifosi uno sfondo per i sogni, un argine alle delusione. Dzeko non c’era. 

E si sentiva cantare, si sentiva la passione, la voglia, la festa, la speranza. Lo stadio sfoltito raccontava un giorno nuovo e felice. C’era una altro uomo, fatto di una forza non razionale. Quindi rivoluzionaria perché una forza che s’impone, in grado di arrivare agli altri, di cambiare il destino o almeno creare le aspettative che ciò possa accadere.

Il popolo canta: ha perduto il centravanti e vede molti gol, ha trovato un uomo di calcio, del calcio, nel quale vede quell’aggiunta di mentalità che si dispendeva nei momenti buoni, che spariva nei momenti brutti, dilatandoli e rincarandoli del tutto, fino a restare lontani dagli obiettivi. Mourinho che può riempire gli spazi, tutti, quelli fra i reparti, e quelli più insidiosi fra una proprietà atlantica e una necessità capitolina. 

Lo scrive oggi La Gazzetta dello Sport 

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa