Resta in contatto

Rassegna Stampa

In tredicimila per l’abbraccio a Mou, brilla Shomurodov: gol e assist

Shomurodov

Quasi tredicimila persone. Per vedere la Roma dal vivo dopo un anno e mezzo di assenza, ma soprattutto per il primo abbraccio a Mourinho 

Quasi tredicimila persone. Per vedere la Roma dal vivo dopo un anno e mezzo di assenza, ma soprattutto per il primo grande abbraccio a José Mourinho. Ieri sera l’Olimpico si è ritrovato così, per la presentazione ufficiale della squadra contro i marocchini del Raja Casablanca (accompagnati da un migliaio di tifosi).

È arrivata una bella vittoria per 5-0, con i gol di Shomurodov e Mancini nel primo tempo e di MkhitaryanPerez e Mayoral nel secondo. E la festa nell’intervallo per l’Under 17 fresca di scudetto. Ma è chiaro che l’attenzione fosse tutta su Mourinho e il suo impatto con l’Olimpico. Che l’ha acclamato alla lettura delle formazioni, tributandogli l’affetto che merita.

Col portoghese che non è stato fermo un attimo, dispensando suggerimenti per tutta la partita. E godendosi Shomurodov, bravo ad aprire le danze con un tocco di rapina e a confezionare di testa l’assist per il 3-0 di Mkhitaryan.
Che, nel primo tempo, aveva regalato su punizione il pallone del raddoppio a Mancini (gol di testa). L’ubzeko ha messo in mostra una serie di belle cose, sfiorando il gol in un altro paio di circostanze. Ed è piaciuto pure Viña, alla prima in giallorosso, bravo per applicazione e intensità, come Veretout. Adesso testa al Trabzonspor ed alla Conference League.
Si legge oggi su La Gazzetta dello Sport 
Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa