Resta in contatto

Conferenze stampa

Mourinho: “Pochi cambi, vogliamo vincere. Se i tifosi giocano con noi, sarà dura per gli altri” (VIDEO)

Mourinho in conferenza stampa alla vigilia Roma-Fiorentina


Inizia la Serie A e domani la Roma affronterà in casa la Fiorentina alle 20:45. Ecco le parole del tecnico giallorosso in vista della sfida con i viola. 

Come ha visto la squadra dopo la trasferta?

Le vittorie aiutano a recuperare. Quando si vince la stanchezza non è uguale come dopo la sconfitta. Questo è stato un plus. Nessun infortunio in partita, nemmeno piccoli. Stiamo bene, siamo preparati. Il calcio di oggi è così. Non farò tanti cambi per questa partita. Abbiamo bisogno di giocare. Abbiamo qualche partita di fila e domani c’è la seconda. Dobbiamo dare tutto senza pensare alla stanchezza. Nessun infortunio in quella partita nemmeno piccoli, stiamo bene, siamo tutti preparati, abbiamo giocato 48 ore fa però il calcio di oggi è così si gioca ogni 3 giorni. Una rosa lunga può aiutare ma in questo momento abbiamo bisogno di giocare. Contro il Trabzonspor abbiamo sentito la differenza contro una squadra che già aveva 3 partite ufficiali. Non farò tanti cambi abbiamo bisogno di giocare. Partita dopo partita senza pensare a stanchezza, pensiamo solo all’evoluzione e al bisogno di giocare.

A Trabzon ha parlato dell’aiuto del pubblico, domani si va verso il sold-out, quanto aiuta il pubblico?

I tifosi ovviamente aiutano ma possono anche giocare che è un modo diverso di andare allo stadio, a volte sono lì per aiutare a volte per giocare. Io spero che siano lì per giocare, perché possono farlo, la passione è tremenda qui l’ho capita anche da avversario. Qui mancano le partite allo stadio è più di un anno che non si va, la formula passione + la nostalgia sono sicuro che i tifosi giocheranno per noi e per la Viola sarà difficile.

Ogni intervista dice che le manca qualcosa. Dice questo come stimolo o per mantenere i piedi per terra?

Quello che mi manca sono i 3 punti domani. Vogliamo vincere, io ho spiegato che il nostro mercato è stato un mercato di reazione. Abbiamo perso 2 giocatori che non aspettavamo e abbiamo dovuto reagire, perciò non abbiamo preso alcuni giocatori che nella mia analisi sarebbero stati molto importanti per equilibrrare la rosa. Però quando la società fa uno sforzo così fantastico di fronte ai problemi, io non ho diritto di mettere pressione o fare richieste in più, mi nascondo dietro la parole chiave che sto usando: Tempo, è la parola che mi ha portato qui, mi nascondo dietro questo tempo per dire che capisco che sarà complicato fare qualcosa di più. Ora devo lavorare con i giocatori che ho in rosa, abbiamo tempo per fare qualcosa di più, abbiamo tempo. Sono molto contento dello sforzo fatto dalla società. Andiamo per vincere in ogni partita, magari prendiamo il pareggio all’ultimo minuto ma affrontiamo ogni partita per vincere.

Ha guardato più lo Spezia dell’anno scorso o la Fiorentina? Per affrontare questa partita

Ho guardo un po’ di tutto. La Fiorentina ha scelto 2 ottimi allenatori prima Gattuso poi Italiano. Abbiamo analizzato la filosofia di Italiano anche guardando lo Spezia per capire i suoi principi ma abbiamo analizzato anche tutto il possibile della Fiorentina, sarà una partita difficile contro un allenatore di qualità una squadra di qualità. Tutti sappiamo che giocare contro una squadra con un allenatore consolidato le difficoltà sono altre però Italiano è un bravo allenatore, io sono un bravo allenatore e le nostre squadre giocano già abbastanza bene per 2 squadre che lavorano con noi da poco

L’Olimpico era in condizioni pessime sembra che lei lo abbia notato, si è preoccupato? Si è fatto male Smalling non so se sia riconducibile al terreno di gioco, cosa pensa dei campi e stadi in Italia a differenza con l’Inghilterra? Abraham?

In Inghilterra il clima aiuta alla qualità dei campi, paragonare l’Inghilterra con altri paesi è difficile, però dire che c’è rapporto tra Smalling e campo sarebbe molto cattivo da parte mia, rifiuto questa connessione. Il campo non era buono, ho dubbi che domani sia bello come voglio ma ho fiducia nella professionalità e orgoglio della gente e penso che domani il campo sarà migliore di una settimana fa. Ho fatto un po’ di pressione dal mio Instagram cattivo (Ride), pubblico tutto quello che mi passa per la testa, magari possiamo fare qualcosa per cambiare i campi in Italia. Guardando ai livelli di allenatori in Serie A penso che il calcio italiano abbia bisogno di campi di qualità. Abraham domani sarà convocato, non si è allenato con la squadra però le regole sono da seguire si è dovuto allenare da solo. Ha fatto un buon lavoro con il Chelsea in prestagione, ha giocato diverse partite è pronto per giocare. Una settimana difficile per lui, documenti, visite, allenamenti in solitaria, però è lì con Borja e Eldor.

Come giudica il processo di maturazione di Reynolds? Florenzi?

Reynolds fisicamente ha delle condizioni fantastiche per essere un terzino. Deve migliorare ma è normale, è giovane e non ha mai giocato in Europa. E’ arrivato da una realtà completamente diversa, deve migliorare ma è normale. Florenzi… Gli faccio gli auguri di una buona stagione possibilmente finendo dietro di noi e che possa essere felice a Milano, ho parlato con lui una volta qui e nella sua testa era perfettamente chiaro cosa voleva e cosa non voleva fare e lui voleva andare al Milan.

Il suo tempo era sempre adesso. Alla Roma questo concetto è cambiato o è cambiato Mourinho?

La Roma è un club dalla dimensione gigante come in altri club in cui sono stato, la città, il club, i tifosi, ma il suo progetto è diverso da quelli come il Real Madrid, l’Inter, l’obiettivo era vincere Oggi, la Roma è in una situazione diversa, non vince da tanto, è arrivata a 29 punti dallo scudetto, serve tempo che è un fattore importante nel calcio, il pragmatismo dei numeri è che non vinciamo da tanti anni, è la crudeltà dei numeri della realtà serve tempo e organizzazione interna, lavoro invisibile che voi e tifosi non vedete, voi vedete i risultati che arriveranno con il tempo. Però per domani, per la Salernitana, per la Juve, per l’Inter, andiamo per vincere

A Trabzon si spingeva tanto in avanti con entrambi i terzini e ci siamo trovati in difficoltà sbagliando molti cross in partita. Volevo capire la spinta dei terzini che mi sembra costante e la questione dei cross, immagino non voglia si tirino a casaccio

Quando io ero in Inghilterra dicevo sempre ai miei “Mi mancano le conferenze in Italia” perché in Inghilterra vogliono parlare solo di casini e in Italia di tattica ma ora che sono qui sono io che non voglio parlare di tattica, siete bravi. Siamo arrivati a tante situazioni di cross e abbiamo sbagliato tanto tu hai ragione, spingere con 2 terzini nello stesso tempo lo abbiamo fatto, possiamo farlo, possiamo farlo con uno o senza nessuno, il calcio di oggi non si rimane legati al modulo così è più difficile per l’avversario preparare la partita, abbiamo spinto con 2 terzini in altre partite di prestagione solo con uno. Diversi modi di arrivare allo stesso obiettivo, vincere partite.

Al di là delle ambizioni di voler vincere sempre, quali sono le squadre che ritiene più attrezzate della Roma per vincere in Italia

Domanda facile, sapete già la risposta. Pragmatismo della classifica, tu guardi la classficia e non è difficile capire le distanze, quando la differenza è 29 25 16 punti… Noi vogliamo stare tranquilli lasciateci tranquilli ma il mio discorso non cambia, la prossima partita la vogliamo vincere. Quando giochiamo contro tutte quelle squadre che sono state più forti di noi negli ultimi anni non cambiamo comunque il nostro volere di vincere.

 

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Conferenze stampa