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Mkhitaryan e Zaniolo: Roma, uno è di troppo

Una maglia per due contendenti: ecco la situazione

Se qualcuno lo avesse detto ad inizio stagione, sarebbe stato considerato quasi un folle. Perché Mkhitaryan e Zaniolo erano due dei pilastri su cui Mourinho aveva deciso di costruire la sua Roma e perché entrambi sembravano avere mille motivi per partire a mille e spingere sull’acceleratore.

Ed invece anche a Genova, domenica sera, uno dei due è destinato a restare fuori, se non forse tutti e due, come già successo a Venezia. Un po’ perché lo stato di forma di entrambi non è mai decollato, un po’ perché la scelta di confermare le due punte inevitabilmente li penalizza. Molto però dipenderà anche dalle condizioni di Lorenzo Pellegrini, con il capitano giallorosso che soffre di una brutta infiammazione al ginocchio sinistro.

Ieri è tornato ad allenarsi con il gruppo e oggi svolgerà il provino decisivo, insieme ad un consulto medico nel pomeriggio che farà il punto. Se ci sarà il via libera Pellegrini vorrebbe esserci, altrimenti alzerà bandiera bianca e nel ruolo di trequartista – appunto – toccherà ad uno tra Zaniolo e Mkhitaryan. Più facile il primo che non il secondo, considerando che l’armeno sembra davvero fuori giri e viene anche dalle fatiche in nazionale.

Insomma, a Genova quasi sicuramente Mou manterrà lo stesso assetto di Venezia, con la difesa a tre e le due punte: Shomurodov al fianco di Abraham, una coppia che ha funzionato e che è piaciuta all’allenatore portoghese per empatia e assemblaggio. Nonostante la sconfitta per 3-2, dovuta per Mou ad altre cose ma non all’assetto offensivo.

Modulo il 3-4-1-2 che, come detto, penalizza i tanti trequartisti della Roma e, di conseguenza, anche Zaniolo e Mkhitaryan. Che a Venezia, infatti, sono finiti tutti e due in panchina (con il primo che poi è entrato nel corso dell’assalto finale e l’armeno che invece ha visto da fuori tutta la partita). Senza Pellegrini, dunque, Mourinho dovrebbe scegliere uno dei due, anche se Zaniolo ha qualche possibilità di giocare pure se il capitano dovesse farcela, contendendo il posto di seconda punta a Shomurodov.

Dei due, quello che per attitudine al ruolo sembra collocarsi meglio nella posizione di trequartista è Mkhitaryan, che in quel ruolo tra l’altro ha già giocato in altre occasioni, sia con Fonseca sia con Mourinho. Ma l’armeno, appunto, vive probabilmente il suo peggior momento di forma da quando è a Roma, anche se il rendimento attuale è stato fortemente condizionato dal doppio lavoro trequartista/centrocampista che deve fare nel 4-2-3-1. Magari, tornare a fare solo il trequartista – stavolta centrale – potrebbe aiutarlo a risparmiare energie.

Comunque sia, Zaniolo, sembra essere in vantaggio, anche se lui è uno che ama strappare di più in fascia. Ed allora, chissà, con Nicolò alle spalle delle due punte ogni tanto Mourinho potrebbe anche decidere di rimettersi come fa con il 4-2-3-1, con Zaniolo che scivolerebbe a destra, Shomurodov che andrebbe ad abbassare il baricentro del suo gioco alle spalle di Abraham ed El Shaarawy a fare il trequartista a sinistra.

Un adattamento in corsa, per cercare anche di non perdere gli strappi e l’esplosività di Zaniolo, che in zona centrale sarebbero inevitabilmente penalizzati, essendoci più densità e più uomini. Oggi il verdetto finale. Comanda Pellegrini, con Zaniolo e Mkhitaryan che aspettano una maglia. Lo scrive “La Gazzetta dello Sport”.

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