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Cantera Roma: ecco il piano Pinto

L’impronta portoghese nel lanciare i giovani

Bisognerebbe provare a capire quale dei due estremi della calamita abbia attratto l’altro: se il carisma di Mourinho i giovani della Roma o se la grande ricchezza del vivaio giallorosso l’uomo di Setubal. Fatto sta che lo Special One è venuto a resettando se stesso. e pescando tra i giovani talenti di Alberto De Rossi, che dal canto suo continua a tenere la Primavera in cima alla classifica dovendo di volta in volta trovare soluzioni nuove.

Il tecnico esigente e opulento è quello che si vede e che caratterizza di più la carriera di José Mourinho.Attenzione, però, perché il rovescio della medaglia – l’anima del talent scout – a vedere bene c’è sempre stata – e allora bisgona anche dire che il tecnico portoghese ha lasciato eredità importanti tra Real, Chelsea, United e Tottenham: alla spicciolata, hanno esordito con lui Morata, Fabinho, Nacho Fernandez e Sarabia a Madrid; Loftus Cheek, Christensen e Solanke a Londra, Mc Tominay a Manchester. Tanganga ancora nella City.

Dal ritiro a Trigoria, a quello in Portogallo, alle amichevoli estive, alle convocazioni, alle panchine e agli esordi, una quindicina di ragazzi della Roma hanno gravitato nell’emisfero Mou. Molto sono rimasti, quando galleggia tra prima squadra e Primavera, e qualcuno è partito in prestito tra la Serie A, la B e l’estero (Ciervo, Providence, Milanese). Lo Special li conosce già tutti e, attenzione, li conosce in campo e fuori.

Accanto (e dietro) le scelte di Mou c’è la filosofia operativa di un altro portoghese, vent’anni più giovane: l’uomo di Peso da Regua, quattrocento chilometri da Setubal, dobbiamo salire nel nord della terra lusitana, vicino Oporto. È Tiago Pinto, il general manager dei giallorossi scelto dai Friedkin, che hanno sottoscritto il piano sul vivaio in ogni punto avendo apprezzato questa ricchezza di talento del club da quando lo hanno rilevato: lui, al Benfica, con i giovani ha sempre lavorato e il metodo è esattamente quello che ha trasferito a Trigoria, già con Fonseca allenatore.

Il metodo Pinto prevede step molto precisi: l’individuazione, con il tecnico di turno della prima squadra, dei giovani della Primavera migliori; la creazione di un team dedicato a figure professionali specifiche, per seguire quei talenti; la calendarizzazione di riunioni periodiche per analizzare eventuali criticità e le note miglior di ciascun percorso. Esattamente questo è avvenuto a Trigoria: un preparatore, un tattico, un nutrizionista, un medico, il team manager, una figura del dipartimento comunicazione e lo stesso Tiago Pinto nel ruolo di supervisore. Lo scrive “Il Corriere dello Sport”.

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