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Due semifinali e un Olimpico da sogno: i Friedkin e il potenziale “Special” della Roma

Due semifinali europee in due anni di presidenza ed uno stadio Olimpico stracolmo d’amore: i Friedkin hanno tra le mani qualcosa di Special

Il 6 agosto 2020, giorno di Roma-Siviglia di Europa League, ci fu l’annuncio del passaggio di consegne da Pallotta ai Friedkin. Da quella data, la nuova proprietà americana della Roma, non solo ha già raggiunto due semifinali europee consecutive ma, facendo un clamore inedito in tutto il mondo calcistico, ha portato in panchina qualcosa di veramente Special.

I Friedkin non avevano ancora toccato con mano, nonostante la semifinale di Europa League con Fonseca della passata stagione, l’enorme potenziale che possiede il club giallorosso. I proprietari americani hanno rilevato il club in un momento molto triste e complicato per tutti, ovvero quello della pandemia, dovuta al dilagare del Covid-19. Per quasi due anni si sono giocate partite a porte chiuse, o comunque con capienza estremamente ridotta.

Quella magica ed elettrizzante atmosfera da grande evento sembrava essersi dispersa, ma con l’annuncio di Josè Mourinho, ormai quasi un anno fa, e l’aumento progressivo della capienza degli stadi, l’Olimpico è tornato di nuovo pieno d’amore. La proprietà americana si sta rendendo conto dell’immenso potenziale del club giallorosso.

Basti pensare che per Roma-Leicester, semifinale di di ritorno di Conference del 5 maggio, sono già stati venduti oltre 17mila biglietti e deve ancora partire la vendita libera. Ma il tifo giallorosso non è presente soltanto in Europa, ma anche in campionato dove, come ripete ogni giorno Mourinho, è fondamentale il quinto posto per l’Europa del prossimo anno.

I Friedkin, che erano presenti giovedì in Tribuna contro il Bodø/Glimt, vedranno con tutta probabilità altri tre sold out: Roma-Bologna, Roma-Venezia e Roma-Leicester. Per le gare interne di campionato contro emiliani e veneti siamo già oltre quota 50mila.

Ma il tifo giallorosso, già all’inizio di questa stagione, aveva riempito (per quanto possibile, causa restrizioni) l’Olimpico: 26mila per il ritorno del playoff di Conference contro il Trabzonspor, 27mila per l’esordio in campionato contro la Fiorentina e 51mila per Roma-Milan del 31 ottobre.

Dopo il mese di marzo, quando la capienza degli stadi è tornata al 100%, la società giallorossa sta facendo registrare numeri da record: contro la Salernitana 64.266 spettatori. Escludendo Roma-Parma del 2001 e gli addii di Totti e De Rossi, è stata la partita con più pubblico dal 2001-2002.

La voglia di Roma si capisce proprio dall’ultimo dato, con 64.266 spettatori fatti registrare contro l’ultima in classifica. Parallelamente a questo c’è anche una politica dei prezzi che favorisce il tifoso giallorosso e, anche per la semifinale contro il Leicester, i Friedkin hanno deciso di proseguire con l’attuale politica. La proprietà americana sta aiutando la Roma e i suoi tifosi, basti pensare che, proprio nel match contro la Salernitana, l’incasso non ha nemmeno sfiorato il milione di Euro.

James Pallotta riuscì a vedere ed a toccare con mano questo potenziale, con gli incredibili incassi in Champions League e non solo, non riuscendo però a “immagazzinare” tutto questo amore nello stadio di proprietà. Dan e Ryan Friedkin, invece, stanno prendendo confidenza con questi numeri soltanto in questa stagione.

Numeri che ribadiscono, ancora una volta, quanto sarebbe fondamentale avere lo stadio di proprietà, costruito principalmente per il calcio e per la Roma.

Le ultime indiscrezioni risalgono a circa una settimana fa, con l’incontro tra la Roma, il Comune e FS per la viabilità a Pietralata, zona che sembra essere in pole position per la costruzione del nuovo impianto, anche se il tutto è ancora alle fasi preliminari, dopo la revoca del pubblico interesse per Tor di Valle.

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