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Aquilani: “Mi ha sorpreso Zalewski. Ci voleva la visione di Mourinho”

L’intervista al tecnico della Primavera viola

E’ stato una promessa delle giovanili, una stellina della Roma e della Nazionale, un emigrante. Oggi a 37 anni Alberto Aquilani, con le tre Coppe Italia e una Supercoppa vinte alla guida della Primavera della Fiorentina, ha davanti a sé la prospettiva di una carriera da allenatore.

Un giovane che l’ha sorpresa in questa stagione di Serie A?
Mi ha sorpreso tanto Zalewski. Lo scorso anno l’ho affrontato con la Primavera e non mi aspettavo un impatto così importante con i grandi. E’ stato coraggioso Mourinho, facendolo giocare in un ruolo in cui non pensavo potesse giocare: l’avevo visto esterno offensivo, mezzala, ora in Serie A addirittura terzino. Ci voleva visione, non la hanno tutti. E’ una fortuna che in Italia ci sia uno come José.

Lei consiglierebbe ai ragazzi di andare all’estero?
Lasciare Roma per me è stato un trauma, pensavo di stare lì per sempre. A Liverpool ho trovato una cultura diversa nel lavoro, in Portogallo ho visto grandi talenti e strutture superiori a quelle italiane. La Spagna l’ho scelta perché volevo giocare in Liga.

L’Italia ha un problema a far emergere calciatori di talento. Perché?
Il tema è delicato. Per prima cosa, serve più coraggio. Buttare dentro un ragazzo anche quando non è pronto, perché il campionato Primavera non ti forma per la Serie A. A meno che tu non sia un fenomeno, ma io tutti questi fenomeni in Italia non li vedo.

Lo scrive La Repubblica.

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