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Mourinho lancia Wijnaldum: corsa, battaglia e gol. Ecco cosa vuole la Roma dall’olandese

Wijnaldum

L’olandese ad un passo dal vestire il giallorosso

Mentre Tiago Pinto e Campos cercano di trovare la quadratura giusta, facendo combaciare tutte le richieste e le necessità reciproche, José Mourinho studia già da un po’ come e quando mandare in campo Georginio Wijnaldum, l’uomo che dovrebbe cambiare definitivamente (e radicalmente) il centrocampo della sua Roma.

Roma e Psg parlano oramai da giorni e lo fanno praticamente sempre, senza sosta, per cercare di trovare il prima possibile l’accordo. E anche quando non lo fanno loro, ci sono gli intermediari al lavoro per arrivare alla fatidica fumata bianca. Che anche ieri non è arrivata, anche se poi l’ottimismo resta da ambo le parti.

Ad oggi c’è ancora da trovare l’accordo sulla formula (il Psg vuole un diritto condizionato che diventi obbligo ad esempio con la Roma in Champions, per un costo del cartellino tra i 6 e gli 8 milioni) e sullo stipendio del giocatore, che con i bonus facili arriva a guadagnare quasi 9 milioni di euro a stagione (7 di base).

La Roma vuole che il Psg copra parte dello stipendio di quest’anno ed in più vorrebbe spalmare quello del 2023-24 su due annualità, forse anche tre, Il giocatore – che ha già fatto delle rinunce – vorrebbe invece avere certezze economiche diverse. E così si continua a trattare, con Mou che aspetta con ansia, visto e considerato che l’esordio ufficiale – quello con la Salernitana – è sempre più vicino (14 agosto).
Già, perché l’allenatore della Roma sa bene che Wijnaldum in questa squadra qui gli serve come l’oro. E non solo per la qualità del giocatore, ma proprio per la sua tipologia e per le sue caratteristiche. Ad oggi, infatti, la coppia titolare di centrocampo della Roma è formata da Cristante e Matic, che per tipologia sono troppo simili e troppo statici.

Insomma, a Mourinho in questo momento serve un giocatore di rottura, uno che sappia anche andare e che abbia i tempi giusti per inserirsi nello spazio che magari lasciano liberi i trequartisti con i loro movimenti. Lo scrive “La Gazzetta dello Sport”.

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