Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

Mourinho abbonato a DAZP per programmi di alta qualità

Lo Special One e la Roma dei Fab Four

Chi parla di scudetto non vuole bene alla Roma. Perché chi vuole il bene della Roma non si azzarderebbe mai a pronunciare quella parola. Scaramanzia? Anche, non solo. E chi è tifoso lo sa alla perfezione, non ha bisogno di ulteriori chiarimenti. La nuova Roma è squadra migliorata (e migliorabile: il calciomercato è aperto) ma, con il massimo rispetto per tutti, non è ancora — sulla carta — equiparabile alle due milanesi o alla Juventus. Questione di rosa (occorre ragionare nell’ottica di 11 + 5, non soltanto 11: non esiste più la squadra titolare, bensì la squadra di partenza), quindi di tecnica e probabilmente anche di collaudata esperienza e variegata mentalità. Sotto questo aspetto, però, Mourinho (#moupensacitu, il social mantra) rappresenta una garanzia: pochi come lui sanno motivare, caricare, violentare psicologicamente il gruppo. La Roma — oggi — non è una squadra né perfetta né da buttare nell’indifferenziata.

L’ingaggio di Dybala ha portato un cospicuo contributo di classe e ha alimentato la percezione di un gruppo più forte rispetto a quello passato. Si è irrobustito il quoziente di personalità con Matic e Wijnaldum; Pellegrini ormai è un giocatore completo; Abraham presto (ri)comincerà a segnare. E Zaniolo is back. Mou, per non saper né leggere né scrivere, ha fatto una scelta semplice, precisa e condivisibile: si è abbonato fiducioso alla piattaforma DAZP (acronimo facile, con il poker delle meraviglie: Dybala-Abraham-Zaniolo-Pellegrini), non ha mai cambiato canale, convinto di poter vedere solo così immagini nitide e programmi di alta qualità. Lo scrive La Repubblica.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa