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Tammy c’è, il digiuno di gol è finito. Helsinki ko, il sogno europeo continua

Tammy Abraham torna al gol a Helsinki

Dal Castellani di Empoli alla Bolt Arena di Helsinki, quarantacinque giorni dopo l’ultima rete realizzata in stagione, riecco Tammy Abraham. Il digiuno si è finalmente interrotto nella gelida e lontana Finlandia, a 2.780 chilometri da Trigoria, con una torsione di testa perfetta che va a baciare l’angolino alla destra di Hazard, grazie all’ennesimo assist telecomandato di Lorenzo Pellegrini su punizione. E per Josè Mourinho, oltre alla vittoria che avvicina la Roma ai sedicesimi di finale di Europa League, non poteva esserci davvero notizia migliore. Il sigillo del numero nove giallorosso arriva provvidenzialmente a spezzare un dibattito, quello sui pochi gol segnati dal reparto offensivo, che era in procinto di diventare tossico all’interno dello spogliatoio. La rete dell’ex Chelsea riesce in parte a ridimensionare alcune statistiche che stavano diventando un vero e proprio macigno nella testa del bomber inglese.

Straordinario protagonista nella scorsa stagione con 27 reti totali, soprattutto nel percorso che ha portato i giallorossi al trionfo in Conference League di Tirana, fino alla sfida contro l’Helsinki era sembrato la controfigura dell’attaccante ammirato in passato. Ben 14 le presenze stagionali, per un totale di 948 minuti giocati, e solo 2 reti, con ben 12 partite finite in archivio senza andare in rete. Per questo motivo ritrovare il feeling con la porta era vitale per il bomber inglese, che rimane uno indiscutibile punto di forza della Roma dello Special One. Non solo il gol: l’attaccante giallorosso ha fatto vedere tante altre buone giocate e ha messo in campo tutta la voglia di voler uscire da questo momento complicato.

E di certo le voci che arrivavano dall’Inghilterra, nelle ultime settimane, non lo avevano di certo aiutato: molti media hanno riportato come il ct Southgate stesse riflettendo molto concretamente sull’opportunità di convocare Ivan Toney, attaccante 26enne del Brentford (ben 8 reti in 13 apparizioni con una media gol di una rete ogni 138 minuti). E l’indiziato numero uno per fargli posto, considerando Harry Kane il nome inamovibile, era proprio Tammy Abraham. Meno di un mese a Inghilterra-Iran, cinque partite prima della sosta da giocare con la maglia della Roma. Per tornare sé stesso, per mandare altri importanti segnali a Mourinho, mantenendo la Roma nei piani alti della Serie A e portandola alla seconda fase dei gironi di Europa League, oltre a far capire a Southgate quanta voglia di giocare il Mondiale lui abbia.

Sembrano lontani i tempi in cui i tifosi giallorossi pensavano con terrore all’estate del 2023, con la clausola da 80 milioni a favore del Chelsea. Dalle stelle alle stalle, ma Abraham vuole scuotersi e tornare il nove da quasi trenta gol a stagione. Per la Roma e per un posto al Mondiale, per continuare a segnare e sognare. Da Helsinki l’urlo al cielo che i tifosi della Roma, in primis, stavano aspettando: Tammy c’è, che sia un nuovo inizio. Lo scrive “La Repubblica”.

 

 

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