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Lo strappo di Mourinho

Una situazione che appare difficile da ricomporre

Fa parte del pacchetto. Chi si affida a Mourinho ne sfrutta le virtù e deve sopportare i suoi eccessi. Non c’è nulla di inedito in quanto accaduto dopo il pareggio della Roma a Reggio Emilia, con il tecnico che ha accusato di “tradimento” Karsdorp (senza mai nominarlo pubblicamente) e lo ha invitato a cercarsi un’altra squadra a gennaio. Quello che succederà dopo le parole di fuoco di Mourinho lo capiremo oggi, con la ripresa degli allenamenti a Trigoria e un confronto necessario tra il giocatore e Tiago Pinto, che ha lo scomodo ruolo del mediatore. Perché è vero che Friedkin ha delegato all’allenatore la gestione dello spogliatoio, ma la società deve difendere il suo patrimonio che comprende anche Karsdorp, legato al club da un contratto fino al 2025.

Il terzino è rimasto sorpreso dalle accuse del tecnico e il suo procuratore fa capire che non tira aria di pace: “Vogliamo una spiegazione – dice Johan Henkes all’agenzia H2 – sulle parole del tecnico e sul modo in cui le ha dette. Siamo stupiti anche dal fatto che tutti puntino su Rick, senza che Mourinho o la Roma ne citino il nome. Non si può trattare così un calciatore che gioca nel club da cinque anni”. Intanto va capito se oggi finirà fuori rosa o se si ci siano i margini per ricucire subito lo strappo. La crocifissione pubblica di Karsdorp ha fatto il giro del modo e segue gli altri sfoghi recenti. Mourinho ha criticato la discontinuità di Abraham e ha fatto capire che il rientro di Dybala col Torino dipende più dal ct Scaloni che da lui. Inoltre ha accusato i giocatori di essersi accontentati dopo la vittoria della Conference. Adesso la Roma può solo sperare che il gruppo non si sfaldi e continui a seguire la linea del leader. Lo scrive Il Tempo.

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