Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Rassegna Stampa

C’è traffico in attacco, ora si vende: Shomurodov via a gennaio

L’uzbeko ancora una volta sul piede di partenza

Pochi gol, troppi giocatori. L’attacco della Roma è un paradosso: non ha mai avuto negli ultimi anni così tanti potenziali titolari, ma nei primi mesi di stagione Mourinho non è riuscito a puntare su un assetto stabile, in grado di garantire i numeri che servono per vincere le partite. A gennaio si cambia ancora, con l’innesto di Solbakken, il rientro in pianta stabile (si spera) di Dybala e la probabile partenza di Shomurodov, avvicinato da Torino, Cremonese e Bologna.

Considerando anche il recupero di Wijnaldum, il tecnico si ritroverebbe così a poter scegliere fra nove opzioni per riempire le tre caselle offensive del suo modulo. Abraham, Belotti, Dybala, Zaniolo, Solbakken, El Shaarawy, Volpato più Pellegrini e l’olandese, un’abbondanza che andrà sfruttata decisamente meglio di quanto fatto fin qui. I risultati della seconda parte di stagione determineranno poi le strategie per il futuro.

Abraham continua ad avere mercato in Inghilterra. La sensazione è che il suo futuro possa essere legato a doppio filo a quello di Mourinho, ma è davvero troppo presto per capire cosa accadrà. Belotti finora ha deluso ma nel suo contratto c’è un’opzione di rinnovo automatico che probabilmente scatterà, anche El Shaarawy ha una clausola per restare un altro anno. Come Matic – la cui conferma pare praticamente certa – e Smalling, che deve però ancora sciogliere le riserve: l’ultima parola spetta a lui. Lo scrive Il Tempo.

1 Commento
Subscribe
Notificami
guest

1 Commento
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Rassegna Stampa