Il presidente della FigcĀ Gabriele Gravina, in una lunga intervista al Corriere dello Sport, ha parlato dello stato di salute del calcio italiano e di tanti altri temi: ecco le sue dichiarazioni.
La gente pensa che il calcio viva in un mondo discostato dalla realtĆ , con perdite fuori controllo e spese faraoniche.
“Il valore della produzione del calcio ĆØ aumentato del 24% rispetto alla stagione precedente, raggiungendo 4,3 miliardi. Tuttavia, il settore ha registrato perdite per 5 miliardi nelle ultime 5 stagioni. Ć urgente trovare un equilibrio tra costi e ricavi, altrimenti non cāĆØ futuro. Ci sono però anche aspetti positivi”.
Quali?
“Grazie al calcio sono stati creati 11,3 miliardi di Pil, generandone 3,3 di gettito fiscale. A questo si aggiungono le progettualitĆ sociali che hanno un impatto straordinario sulla collettivitĆ ”.
“Avevo preparato un dossier molto articolato, ma la discussione si ĆØ arenata perchĆ© alcune leghe non hanno voluto rinunciare al cosiddetto diritto dāintesa. Al momento ĆØ tutto fermo, inutile girarci attorno”.
Siamo nel calcio delle 80 partite lāanno e dei calendari ingestibili. Cāera davvero bisogno del Mondiale per Club a luglio?
“In economia si parla di legge dellāutilitĆ marginale decrescente: se metti troppo prodotto sul mercato, perdi di interesse. CosƬ il calcio ĆØ inflazionato e le risorse dei diritti tv si spostano verso le competizioni internazionali a discapito di quelle nazionali. Spero che il Mondiale per Club porti benefici al sistema, ma di sicuro si gioca troppo”.
Grandi tornei anziché competizioni locali: non è la logica che ha ispirato la Superlega?
“Parliamo di un torneo che di super non aveva nulla, che ha sbagliato tempi e modi imponendo un modello senza dialogo. Non mi rappresenterĆ mai”.
Capitolo stadi: rischiamo davvero di perdere lāEuropeo del 2032?
“Le regole Uefa sono chiare: entro ottobre 2026 dobbiamo indicare cinque stadi con progetti finanziati e cantierabili per lāammodernamento o la nuova costruzione entro la prima metĆ dellāanno successivo. Abodi si ĆØ detto ottimista e dopo lo straordinario lavoro per lāassegnazione dellāevento allāItalia non voglio nemmeno pensare che non si arrivi pronti a queste scadenze”.


