Gravina: “Urgente trovare equilibrio tra costi e ricavi”. E sul campionato a 18 squadre…

Il presidente della Figc ha parlato dello stato di salute del calcio italiano e di tanti altri temi: ecco le sue dichiarazioni

Gabriele Gravina | Presidente FIGC

Il presidente della FigcĀ Gabriele Gravina, in una lunga intervista al Corriere dello Sport, ha parlato dello stato di salute del calcio italiano e di tanti altri temi: ecco le sue dichiarazioni.

La gente pensa che il calcio viva in un mondo discostato dalla realtĆ , con perdite fuori controllo e spese faraoniche.
“Il valore della produzione del calcio ĆØ aumentato del 24% rispetto alla stagione precedente, raggiungendo 4,3 miliardi. Tuttavia, il settore ha registrato perdite per 5 miliardi nelle ultime 5 stagioni. ƈ urgente trovare un equilibrio tra costi e ricavi, altrimenti non c’è futuro. Ci sono però anche aspetti positivi”.

Quali?
“Grazie al calcio sono stati creati 11,3 miliardi di Pil, generandone 3,3 di gettito fiscale. A questo si aggiungono le progettualitĆ  sociali che hanno un impatto straordinario sulla collettivitĆ ”.

Serie A a 18, playoff, riforma delle retrocessioni in B e in C. I format dei campionati sembrano scomparsi dalle agende.

“Avevo preparato un dossier molto articolato, ma la discussione si ĆØ arenata perchĆ© alcune leghe non hanno voluto rinunciare al cosiddetto diritto d’intesa. Al momento ĆØ tutto fermo, inutile girarci attorno”.

Siamo nel calcio delle 80 partite l’anno e dei calendari ingestibili. C’era davvero bisogno del Mondiale per Club a luglio?
“In economia si parla di legge dell’utilitĆ  marginale decrescente: se metti troppo prodotto sul mercato, perdi di interesse. CosƬ il calcio ĆØ inflazionato e le risorse dei diritti tv si spostano verso le competizioni internazionali a discapito di quelle nazionali. Spero che il Mondiale per Club porti benefici al sistema, ma di sicuro si gioca troppo”.

Grandi tornei anziché competizioni locali: non è la logica che ha ispirato la Superlega?
“Parliamo di un torneo che di super non aveva nulla, che ha sbagliato tempi e modi imponendo un modello senza dialogo. Non mi rappresenterĆ  mai”.

Capitolo stadi: rischiamo davvero di perdere l’Europeo del 2032?
“Le regole Uefa sono chiare: entro ottobre 2026 dobbiamo indicare cinque stadi con progetti finanziati e cantierabili per l’ammodernamento o la nuova costruzione entro la prima metĆ  dell’anno successivo. Abodi si ĆØ detto ottimista e dopo lo straordinario lavoro per l’assegnazione dell’evento all’Italia non voglio nemmeno pensare che non si arrivi pronti a queste scadenze”.

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