Paulo Dybala dovrà restare fuori per altri 45 giorni, un periodo che si somma al mese e mezzo già perso da gennaio, dopo l’infortunio subìto nella gara contro il Milan. Come riportato da Il Corriere della Sera, questa lunga assenza evidenzia una criticità nella gestione dell’infortunio da parte della Roma.
Dopo il primo stop, infatti, due specialisti sono stati chiamati a Trigoria per valutare la situazione: il dottor Ahlbäumer, chirurgo di fiducia dei Friedkin, e il finlandese Lempainen, che la scorsa estate aveva operato Pellegrini.
Dybala, dietro la mancata operazione c’era lo staff medico della Roma
Sull’approccio da seguire, però, emersero opinioni divergenti: uno degli specialisti suggeriva l’artroscopia immediata, mentre lo staff medico giallorosso preferiva optare per una terapia conservativa. Alla fine, venne scelta quest’ultima opzione, ma il dolore al ginocchio non passò, costringendo Dybala a sottoporsi comunque all’intervento.
Una decisione che ha fatto perdere oltre un mese di tempo alla Roma e al suo numero 21. Nonostante le tre risonanze effettuate negli ultimi dieci giorni non avessero rilevato nulla di significativo, il problema era presente e solo l’intervento ha fatto emergere la lesione. Un rammarico ancora maggiore se si considera che, se fosse stato scelto subito l’intervento, Dybala sarebbe già sulla via del recupero.



