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Pellegrini: “Non so se accetterei la 10. Non la scambierei mai per il rapporto con Totti” (VIDEO)

Le parole del numero 7

Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma, ha parlato ai microfoni di DAZN della possibilità di vestire la maglia numero 10:

Della maglia numero 10 non ne abbiamo mai parlato. Per me Francesco è un amico, so che qualsiasi difficoltà possa avere, posso sempre contare su di lui. Per me è una leggenda, già che dica queste cose di me è come avere 10 magliette 10 sulle spalle“.

Se Totti tra 5 anni viene da te e ti dà la 10?
“Le richieste di Francesco non si rifiutano mai. Non lo so se la accetterei, mi dovrei trovare nella situazione. Non scambierei mai il rapporto che ho con Francesco per la maglia numero 10 della Roma”.

Il gol di tacco al derby?
“Quando feci il gol di tacco nel derby, per me era un periodo difficile. Tanti dicono sia stato il mio punto di sblocco ma io non la penso così: è stato il punto di sblocco per chi mi guardava e ha incominciato ad apprezzarmi, mentre io, al di là delle critiche, non mi sono mai fermato. Quest’anno sono più libero perché sono cresciuto mentalmente. Da me ci si aspetta tanto e mi piace avere responsabilità: tira fuori il meglio di me”.

Ruolo?
“Mi piace molto fare il trequartista perché posso fare quello che voglio, stando comunque dentro alcuni limiti tattici. Però anche il mediano, per come gioca il mister, mi piace. Fondamentalmente, voglio toccare tanto il pallone, è per questo che gioco a calcio. Oggi non esistono più ruoli predefiniti. La bellezza di un giocatore viene dal saper fare un po’ tutto. Io cerco di ascoltare. Quando ho saputo di dover fare l’esterno, in Nazionale, ho provato a spiare i miei compagni che giocano in quel ruolo per copiarli. Rubare con gli occhi è la mia qualità, mi piace farlo”.

De Rossi?
“De Rossi lo sento sempre. Ci manca tanto, glielo dico tutte le volte. Ha fatto una scelta da Daniele: mai banale, che gli fa onore”.

Fonseca?
“La pressione di Roma la vivo serenamente. Nella vita scelgo sempre quello che mi fa stare bene. Fonseca in questo aiuta: sa che per rendere al massimo, ci dobbiamo divertire. Lavoriamo tanto ma ci divertiamo sempre e quindi non facciamo fatica. Ci fa stare bene. È uno tranquillo ma super determinato. Ci spiega le cose tranquillamente ma se non giochiamo bene si arrabbia. A fine primo tempo col Sassuolo, sul 4-0 per noi, non voleva che abbassassimo la guardia”.

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