Dirigenti, stadio e strategie per il futuro: Friedkin ha già cancellato Pallotta

Le differenze tra l’ex proprietario e l’attuale presidente

La differenza tra uno speculatore e un investitore: c’è chi ha descritto così il “modus operandi” di James Pallotta e Dan Friedkin. “Speculatore” non è da intendere in senso negativo, tanto che Pallotta stesso si vantava di essere il re degli hedge found, i titoli ad alto rischio. Ha sempre delegato a figure forti, persino troppo: da Sabatini a Monchi.

La scelta di Friedkin sul responsabile dell’area sportiva, Tiago Pinto, è andata nella direzione opposta. Anche sul discorso stadio ci sono numerose differenze: per Pallotta era questione di vita o di morte, tanto che il suo addio è stato motivato anche da questo. I Friedkin si accontentano di uno stadio, sanno che su Tor di Valle sono già stati spesi molti soldi, ma anche che tira un’aria strana intorno al progetto. Per la Roma futura andrebbe bene anche il Flaminio, ma presenta enormi problemi di ordine pubblico. Lo scrive il Corriere della Sera.

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