L’ex centrocampista giallorosso: “Spalletti? Mi ha dato fiducia, mi ha fatto sentire a mio agio entrando in una squadra che aveva appena vinto la Coppa Italia”
Matteo Brighi,Ā ex calciatore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista al portale ufficiale del club alla vigilia della gara europea tra i giallorossi e ilĀ Cluj.Ā Il centrocampista con i colori della Roma,Ā dal 2007 al 2011,Ā ĆØ riuscito a collezionareĀ 141 presenze in gare ufficiali (13 gol).Ā Queste le sue parole:
āNon sono tipo da annunci o da addii.Ā Ho iniziato un nuovo percorso, restando nel calcio. Mi va bene cosƬā.
Di cosa si occupa oggi?
Sto collaborando con lāAIC, lāAssociazione Italiana Calciatori. E ho una mia scuola calcio a Rimini insieme ad altri amici. Alleno i bambini.
Non pensa di fare lāallenatore a livelli professionistici tra qualche tempo?
Non credo di averlo nelle corde. Ci sono tante tante dinamiche che non mi appartengono.
Che ruolo ricopre nellāAIC, invece?
Non ho ancora un incarico ufficiale. Giro per le sedi di diverse squadre insieme ad altri colleghi, parliamo con i calciatori degli argomenti di attualità . Su come comportarsi e quali misure da adottare in questo momento così particolare. Facciamo anche incontri, lezioni, on-line dato che non è sempre semplicissimo girare.
A proposito, lei come sta vivendo questo momento di emergenza sanitaria legato al Covid?
Con relativa tranquillità . Si cerca di uscire il meno possibile, di mantenere le distanze e fare tutto ciò che serve. Da quando ho smesso, vivo a Rimini in pianta stabile. Qui ho le mie radici.
Se le dico Roma?
Rispondo lāapice della mia carriera. In una realtĆ del genere ti senti giocatore di calcio a tutti gli effetti. Venivo da anni di Serie A, ma a Roma mi sono completato, maturando del tutto. Per come la cittĆ vive il calcio e per lāattenzione costante della societĆ nei confronti dei propri atleti, non può essere altrimenti.
Come vive il calcio la Capitale dāItalia?
In modo passionale e quotidiano. Radio, tv, giornali, tifosi ogni giorno fuori dal centro sportivo di Trigoria. CāĆØ un interesse continuo sulla squadra, incessante.
Un vantaggio o uno svantaggio per chi scende in campo?
Dipende. Se le cose vanno bene sicuramente si ha una spinta in più. Se le cose vanno male, sei responsabilizzato più del dovuto.
La squadra di Fonseca giocherĆ giovedƬ 26 novembre a Cluj in Europa League. Ha ricordi di un altro 26 novembre, dellāanno 2008, sempre a Cluj?
Come dimenticare? Ć la partita che ricordo con maggiore nostalgia e felicitĆ . Feci una doppietta, evento raro per uno che non segnava tanti gol come me. Poi segnarla in Champions League fu un sogno. Uno di quelli che fai da bambino sperando di diventare un calciatore professionista. Soprattutto, vincemmo 3-1 e quel successo ci permise di qualificarci agli ottavi di finale. Era un girone dove ci eravamo complicati la vita perdendo proprio con il Cluj nella prima partita allāOlimpico.
Furono anni appassionanti e vincenti, quelli. Il segreto di quel gruppo?
Eravamo uniti, coesi. Cāera grande volontĆ collettiva di giocare bene e vincere le partite. Ed era una squadra forte, con tanto talento. Io avevo un ottimo rapporto con tutti. Facile dire Totti, ma anche Daniele (De Rossi, ndr), Simone Perrotta, Tonetto, Cassetti, Vucinic con il quale ho condiviso tanto tempo.
Lei diventa un calciatore di proprietĆ romanista nellāestate 2004 nellāambito dellāoperazione Emerson alla Juventus. Ma arriva a vestire la maglia giallorossa solo nel 2007, dopo tre anni al Chievo. Rammaricato per non essere arrivato prima?
No, non ho rimorsi particolari se mi guardo indietro, anzi. Quello a Verona fu un momento di passaggio cruciale, che mi permise di giocare con continuità . Arrivai poi alla Roma come giocatore molto più strutturato e affermato, riuscendomi ad inserire in un contesto già molto collaudato e consolidato.
Grazie a Spallettiā¦
Certo, il mister devo ringraziarlo sempre. Per me ha rappresentato tanto. Mi ha dato fiducia, mi ha fatto sentire a mio agio dentro una squadra che veniva da una Coppa Italia appena conquistata. Non a caso mi fece esordire nella finale di Supercoppa Italiana a San Siro contro lāInter. Entrai nella ripresa al posto di Giuly. Portammo a casa il trofeo vincendo 1-0, con un rigore decisivo di De Rossi.
Oggi quanto segue il calcio e la Serie A?
Spesso. Le partite, quando posso, le guardo. Anche quelle della Roma, ovviamente.
Che idea si ĆØ fatto di questo momento? La Roma vince e convinceā¦
Ć riuscita ad avere continuitĆ dal post lockdown. Ha cambiato poco rispetto alla scorsa stagione, ha inserito gente di livello come Pedro. Anche la rotazione dei giocatori sta dando frutti. CāĆØ coinvolgimento generale e questo ĆØ molto importante in uno spogliatoio. La mano di Fonseca si vede, la Roma gioca bene a calcio.



Ai ragione era grande la magica roma ma ora pare che si sta riprende sempre forza magica Roma ?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø??ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļø?ā¤ļøCiao campione