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L’editoriale di Maurizio Costanzo: Lo sport e la passione che allungano la vita

L’editoriale di Costanzo

Ogni tanto capita di fare considerazioni che aiutano. Per esempio mi sono reso conto che i campioni dello sport arrivano talvolta a tarda età. Fabio Capello, grande allenatore, ha oggi 75 anni. Giampiero Boniperti è morto a 90. Se è vero che lo sport fa bene, e fa bene, allunga la vita anche a chi, come al sottoscritto, ama seguire lo sport ma non lo ha mai praticato. Potremmo provare a dare una spiegazione a questo concetto. In realtà avere una passione, tifare per qualcosa, comunque fa bene e allunga la vita. Questo però non vale soltanto per lo sport, ma se si ha la fortuna di fare come lavoro un qualcosa che si desiderava sin da giovani, questo raggiungimento fa bene, in qualche modo allunga la vita. Che poi lo sport allunghi la vita facendolo è fuori dubbio. Non ho mai visto tanti anziani sportivi essere ancora in gran forma. E’ anche vero che alcuni cronisti hanno trovato un tifoso romanista che ha 97 anni. A Roma, al Club Garbatella della Roma, c’è una signora di 91 anni che fa a mano sciarpe giallorosse.

Questo porta a dire che lo sport è un passione e la passione fa bene, aiuta a vivere, ti fa sentire meno le negatività, le avversità, le cose che non vanno per il gesto giusto. Quante volte ho sentito amici tifosi dire: “Adesso vado allo Stadio così mi passano i nervi che mia moglie o il vicino di casa o il capufficio mi hanno fatto venire”. Ma anche altri sport allungano la vita, ci sono stati ciclisti che sono morti in tardissima età. Lo scrive Maurizio Costanzo su Il Corriere dello Sport.

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