Resta in contatto
Sito appartenente al Network

Approfondimenti

Dalla Juventus all’Epifania: le maledizioni della Roma nel mese di gennaio

Roma gennaio

Gennaio è da sempre il mese nero della Roma e, molto spesso, i primi 31 giorni dell’anno hanno significato l’addio ai sogni di gloria in campionato e l’uscita dalla Coppa Italia

Per i tifosi della Roma il mese di gennaio rappresenta sempre qualcosa di negativo. I giallorossi, anche con le più disparate gestioni tecniche in panchina, soffrono terribilmente, salvo rarissime eccezioni, la ripresa della stagione dopo la pausa natalizia.

Negli ultimi 10 anni la squadra capitolina ha numeri inquietanti per quel che concerne il primo mese dell’anno: nelle ultime 55 gare i giallorossi hanno raccolto 25 vittorie, 15 pareggi e 15 sconfitte. In ben 30 gare su 55 non è arrivata la vittoria.

Molte volte si è trattato di sconfitte estremamente dolorose, nonchè larghe nel punteggio: il 4-1 subìto dal Napoli nel 2013, il 3-0 juventino nel 2014, l’umiliante 7-1 in Coppa Italia del Franchi nel 2019 oppure, lo scorso anno, il 3-0 a tavolino per i sei cambi contro lo Spezia, sempre nella coppa nazionale. Quest’ultima partita, oltre a tavolino per la questione regolamentare, è stata persa anche sul campo per 2-4.

Numeri che evidenziano una chiarissima difficoltà della Roma a riprendere la stagione dopo la pausa natalizia. Negli ultimi 10 anni, fino a dicembre, la squadra si è quasi sempre trovata a lottare per l’alta classifica, o comunque si vede, fino a quel momento, una Roma in linea con l’obiettivo stagionale.

Ma, una volta ripresa la stagione, la squadra giallorossa non sembra in grado di riattaccare la spina, perdendo così il treno dell’alta classifica e uscendo anzitempo dalla coppa Italia. A volte sembra che, nel primo mese dell’anno, la Roma venga schiacciata dalla pressione delle aspettative, aspettative che però crea lei stessa nei mesi precedenti, con ottimi risultati fino a dicembre.

Quando la Roma sente il peso delle aspettative, che lei stessa crea con grandi risultati parziali, si sgretola anche nei big match. Negli ultimi 10 mesi di gennaio lo score della Roma contro le grandi è il seguente: 15 gare, 2 vittorie, 6 pareggi e ben 7 sconfitte. In particolar modo, nel primo mese dell’anno, i giallorossi soffrono terribilmente la Juventus: in 6 incroci soltanto 1 vittoria (Coppa Italia 2013-2014), nessun pareggio e addirittura 5 sconfitte.

A tutto questo va aggiunta la maledizione che, da sempre, colpisce la Roma quando si gioca il 6 gennaio: nelle ultime 15 sfide sotto la Befana i giallorossi hanno vinto 4 volte, pareggiato tre e rimediato addirittura 8 sconfitte. Andando ancor più nello specifico, analizzando soltanto la prima gara dell’anno, il rendimento della Roma negli ultimi 10 anni appare senza mezze misure: 5 vittorie,1 pareggio e 4 sconfitte.

Da Luis Enrique a Fonseca la musica raramente è cambiata. Anche quando il campionato sembra ripartire bene, arriva puntuale la delusione in coppa. Nel 2012 la Roma dell’allenatore spagnolo iniziò il nuovo anno con risultati molto incoraggianti: 3 vittorie e 2 pareggi. Poi arrivò la sconfitta per 3-0 contro la Juventus in Coppa Italia. Da quel momento la Roma crollò e febbraio fu fatto solo di sconfitte.

L’anno dopo, quando sulla panchina della Roma siedeva Zeman, la Serie A riprese con 2 pareggi (tra cui un 1-1 contro l’Inter) e 2 sconfitte (una per mano del Napoli per 4-1). Le 3 vittorie furono tutte in Coppa Italia contro Atalanta, Fiorentina e Inter.

Nel gennaio del 2014 la guida tecnica della Roma rispondeva al nome di Rudi Garcia. I giallorossi, dopo la favolosa striscia iniziale di 10 vittorie su 10, andarono alla pausa da secondi in classifica, a pochi punti dalla Juventus. Il primo match dell’anno fu proprio Juventus-Roma, dove i bianconeri di Conte si imposero per 3 reti a 0.

Ma la Roma riuscì comunque a battere i bianconeri il 21 gennaio, eliminandoli dalla coppa Italia. L’anno dopo, sempre con Rudi Garcia in panchina, è invece il momento della celebre “pareggite” della Roma: in 6 gare 4 pareggi, 1 sconfitta e 1 vittoria (tra l’altro molto discussa) contro l’Empoli in coppa Italia, grazie ad un rigore dubbio siglato da Daniele De Rossi ai supplementari.

Nel gennaio 2016 ci fu l’ultima gara del tecnico francese sulla panchina della Roma: Roma-Milan 1-1. Dopo il pareggio per 3-3 sul campo del Chievo il 6 gennaio, la Roma pareggiò contro il Milan tre giorni dopo. I giallorossi richiamarono, dopo 6 anni, Luciano Spalletti. Il tecnico toscano iniziò male: pareggiò 1-1 in casa del Verona e poi perse per 1-0, con rete di Dybala, allo Juventus Stadium. Il successo arrivò alla sua terza gara in panchina, quando la Roma sconfisse in casa per 3-1 il Frosinone.

Il gennaio 2017, sempre con Spalletti in panchina, fu forse l’unica eccezione positiva. La Roma riprese la stagione con 4 vittorie in 5 gare. Perdendo soltanto contro la Sampdoria, per 3-2 a Marassi. Quella era una squadra che, a fine anno, registrò il record societario di punti: 87.

Un altro gennaio da incubo fu quello dell’anno successivo, con Eusebio Di Francesco che aveva preso il posto di Spalletti sulla panchina giallorossa. Dopo essere stata eliminata dalla coppa Italia a dicembre, per mano del Torino, i giallorossi ripresero la stagione con 2 sconfitte e 1 pareggio (1-1 contro l’Inter). Non riuscendo a centrare nessuna vittoria per una Roma che, 3 mesi dopo, arrivò ad un millimetro dalla finale di Champions League.

Il 2019 iniziò con 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta. Purtroppo la sconfitta fu per 7-1, in Coppa Italia contro la Fiorentina al Franchi. Anche l’avventura di Di Francesco era giunta al capolinea e, a metà marzo dopo la sconfitta contro il Porto, subentrò Claudio Ranieri.

Ad inizio 2020 a Trigoria c’è Paulo Fonseca. L’inizio del portoghese fu davvero ottimo: i giallorossi arrivarono alla pausa natalizia con una vittoria per 4-1 a Firenze e saldamente quarti in classifica. Ma il “mal di gennaio” non risparmiò nemmeno l’ex tecnico dello Shaktar: 2 vittorie, 1 pareggio e ben 3 sconfitte (due delle quali contro la Juventus). I giallorossi persero contro i bianconeri sia in campionato (1-2, dopo aver perso col Torino nella giornata precedente, sempre all’Olimpico), sia in coppa Italia (3-1 allo Stadium).

Nel 2021, sempre col portoghese al comando, l’anno nuovo sembra iniziare nel migliore dei modi: la Roma vince in casa 1-0 contro la Sampdoria e si impone a Crotone per 1-3.

Ma a metà mese arriva una pesante sconfitta nel derby (3-0). Dopo la débâcle nella stracittadina arriva la doppia sconfitta contro lo Spezia: prima in campo per 2-4, poi anche a tavolino per il sesto cambio durante i tempi supplementari.

Ma, nonostante queste due importanti battute d’arresto, la squadra riesce a riprendersi battendo 3-1 il Verona e lo stesso Spezia per 4-3, sempre in casa. I giallorossi perderanno contatto con le prime posizioni da febbraio in poi, arrivando settimi e qualificandosi per la Conference League, come ben sappiamo.

Adesso, con Josè Mourinho alla guida nel prossimo gennaio 2022, la Roma deve lottare anche contro il calendario. Quest’anno il girone di ritorno sarà asimmetrico, quindi non rispecchierà le gare del girone di andata.

Questo farà si che i giallorossi, in soli tre giorni dal 6 al 9 gennaio, debbano affrontare il Milan a Milano e la Juventus in casa. Con tante pretendenti per il quarto posto i giallorossi non possono permettersi di fallire altri due scontri diretti, peraltro ravvicinati, nel prossimo mese di gennaio.

Se la Roma confermasse il trend negativo negli scontri diretti (32 punti nelle ultime 38 partite contro le big) anche contro Milan e Juventus, il 9 gennaio, si rischierebbe seriamente di vedere la squadra giallorossa ben lontana dal quarto posto, obiettivo minimo-massimo stagionale.

Lascia un commento
Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Advertisement

I MITI GIALLOROSSI

L'indimenticabile Ago. Romano e romanista, capitano e campione

Agostino Di Bartolomei

Il "Pluto" dei romanisti. Campione d'Italia nel 2001

Aldair

“Di Bruno solo uno e viene da Nettuno”

Bruno Conti

E' stato il ragazzo della Curva Sud in campo con la sua seconda pelle

Daniele De Rossi

Il bambino che diventò uomo, poi Capitano ed infine leggenda

Francesco Totti

IL GIOVANE CHE DIVENNE "PRINCIPE", NON AZZURRO MA GIALLOROSSO. PER SEMPRE

Giuseppe Giannini

Il "Divino" giallorosso, campione d'Italia nel 1983

Paulo Roberto Falcao

IL TEDESCO CHE VOLAVA SOTTO LA CURVA SUD

Rudi Voeller

SI PUÒ DIVENTARE UN’ICONA GIALLOROSSA SENZA ESSER NATI A ROMA. PICCHIA DURO, SEBINO!

Sebino Nela

Advertisement

Altro da Approfondimenti