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La poca lucidità di Gasperini: ecco come l’Atalanta ha sottovalutato la Roma

La poca lucidità del tecnico dei bergamaschi Gian Piero Gasperini è costata all’Atalanta una sonora sconfitta casalinga

Finora la Roma di Josè Mourinho, per non andare ancora più indietro nel tempo, non aveva mai vinto un big match, perdendo praticamente quasi tutti gli scontri diretti. Questa statistica deve essere entrata nella testa dell’ambiente atalantino, forse anche troppo. Per tutto il fine settimana di gara, dalla conferenza della vigilia al post gara, abbiamo assistito ad un tecnico, Gian Piero Gasperini, che non ha fatto della lucidità la sua arma migliore.

Qualche avvisaglia, sul fatto che l’ambiente atalantino non avesse ben capito la difficoltà della gara, ci fu già nella conferenza stampa del tecnico bergamasco di venerdì. A Gasperini è stato chiesto per ben due volte, e una volta nell’immediato pre partita ai microfoni di Dazn: “Farà turnover in funzione del Genoa?”. Perchè parlare “in funzione del Genoa?”, come se la vera gara fosse quella del turno infrasettimanale? Non sarebbe stato più logico ampliare il discorso a “Normale rotazione e turnazione degli uomini in vista di incontri così ravvicinati”?

Classifica alla mano il vero match da vincere per gli atalantini era, senza dubbio, quello di ieri pomeriggio a Bergamo. In quanto la Roma, seppur distanziata di 9 punti prima del match, era enormemente più vicina all’Atalanta rispetto al Genoa (in crisi nera, in piena zona retrocessione). E allora perchè Gasperini avrebbe dovuto “usare” la gara contro la Roma in funzione di quella infrasettimanale?

Sempre durante la conferenza stampa c’è stata una frase che non è sfuggita ai più. Al tecnico nerazzurro viene chiesto cosa pensa dell’arrivo di Mourinho alla Roma. La risposta di Gasperini è la seguente: “Mourinho ha sicuramente portato grande entusiasmo ma, come vediamo, in campo è tutt’altra cosa”. L’allenatore bergamasco poteva sicuramente evitare questo pericoloso parallelo entusiasmo-risultati dal campo visto che, come si è visto sul manto erboso del Gewiss Stadium, questa volta non è stata per niente “tutt’altra cosa”.

A tutte queste dichiarazioni vanno aggiunte quelle del difensore nerazzurro Demiral: “Abraham? Grande giocatore, ma in allenamento sono abituato con Zapata. Sono tutto tranne che preoccupato”. Queste parole hanno fatto trasparire una sicurezza che, alla luce dei fatti, si è rivelata superficiale ed esagerata. Con lo scherzo finale ad opera del destino: Abraham è stato il migliore in campo. 

Ma i segnali inequivocabili di confusione e scarsa lucidità dei bergamaschi, tecnico in primis, non finiscono qui. Dopo appena 29′ di gioco Gasperini sostituisce Djimsiti per far entrare Muriel. Dopo nemmeno mezz’ora di gioco, per scelta tecnica e non fisica, un tecnico toglie un difensore ed inserisce una punta. Come se fosse assolutamente inaccettabile quello che Gasperini stava vedendo in campo. Come se dopo nemmeno mezz’ora la partita dovesse essere già ampiamente indirizzata. 

A fine gara, semmai ci fossero dubbi sulla poca lucidità del tecnico nerazzurro, abbiamo assistito alla durissima polemica arbitrale per il gol annullato del possibile 2-2. Dopo la vera e propria lezione datagli da Josè Mourinho, Gian Piero Gasperini dimostra di non conoscere il regolamento che regola il fuorigioco:

“Palomino non tocca mai la palla, se uno non tocca mai la palla come può essere fuorigioco? Esigo una spiegazione! Hanno cambiato la regola, non può essere fuorigioco se il giocatore non ha mai il pallone!”

Il regolamento, invece, parla molto chiaro: Palomino, in posizione di fuorigioco dopo il tocco di Zapata, è attivo in quanto Cristante deve comunque occuparsi della sua marcatura. Il difensore argentino mette anche le braccia sulla schiena del centrocampista giallorosso che, spaesato dalla presenza dell’avversario (in fuorigioco) compie movimenti innaturali e vede la palla entrare in porta.

Ancora una volta, la storia del calcio e delle singole partite, ci insegna come certe frasi si debbano dire solo ed esclusivamente dopo. Gasperini e l’Atalanta, in questa occasione, sono incappati in una brutta figura. 

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