Dopo tre vittorie sulle sue prime tre panchine della Roma, Daniele De Rossi ĆØ atteso dal vero primo test: il big match di sabato 10 febbraio, alle 18, contro l’Inter. Le sue parole alla vigilia: conferenza live alle 10.30.
In quale modo state preparando la partita?
“Quello che devono avere i giocatori forti, e noi ne siamo pieni. Coraggio e intelligenza. Sappiamo chi affrontiamo. Ogni squadra nel mondo ĆØ battibile, sono i più forti del campionato e sappiamo che si alza il livello. Cambia il modo di prepararci alla gara, loro sono abituati a dominare il gioco”.
Per Lukaku sarĆ una partita particolareā¦
“Cerco di scindere l’aspetto emotivo da quello calcistico. Devo parlare alla loro testa ma anche al calciatore, a me basta che giochi come contro il Cagliari, pur contro un avversario più forte. Col Cagliari ha giocato per la squadra, ha tirato, e se tira spesso farĆ tantissimi gol. Non ĆØ un ragazzo di 20 anni, saprĆ gestire le emozioni”.
La Roma di recente ha sempre faticato contro le bigā¦
“Credo poco alla casualitĆ . Ma non posso commentare scontri diretti che non ho allenato. Certo, i numeri parlano, ora vediamo come andrĆ domani. Contro le squadre forti la sconfitta può capitare, sappiamo che ci sono dei livelli che parlano. L’Inter e il Milan sono molto forti, la Juve sta tornando. Stiamo cercando di iniziare un percorso di consapevolezza, di tornare la squadra che queste partite le vince. Problema di testa? Abbiamo giocatori che hanno giocato con top club, gente che ha vinto Mondiali ed Europei. Sarebbe offensivo dire che i giocatori hanno problemi di testa”.
L’Inter ĆØ la squadra che ha affrontato più spesso in carrieraā¦
“Per tanti anni ci siamo battuti per lo scudetto. A parte qualche altra coppa hanno sempre vinto loro. Ho un ricordo piacevole, con rispetto tra i giocatori in campo. Mi spiace non tornare a San Siro, lo stadio più emozionante dopo l’Olimpico. Domani sarĆ una sfida altrettanto bella. L’obiettivo ĆØ tornare a giocarle punto a punto”.
Renato Sanches e Smalling sono tornati, quanto pesano?
“Smalling ĆØ fondamentale come tutti gli altri, tutti saranno utili. Si stanno rimpicciolendo le distanze fisiche coi compagni. La testa e la condizione stanno tornando. Certo, non li ho ancora visti tanto sul campo ma quello che ho visto mi piace”.
Ha lavorato sulla testa della squadra? El Shaarawy ha un ruolo centrale nella sua gestione?
“E’ uno dei compiti più difficili per un allenatore sfidare una squadra che sta giocando bene. C’ĆØ rispetto ma serve anche spavalderia. Siamo la Roma e giochiamo in casa, se porti troppo rispetto, il rispetto si trasforma facilmente in paura. E la paura ti fa perdere le partite. Sicuramente ci saranno momenti di sofferenza, quando la prepari al computer la palla ce l’hai tu e controlli la gara, poi in campo la tengono loro, perchĆ© sono forti. Siamo consapevoli che ci saranno momenti in cui ci schiacceranno per 10-15 minuti, ma non possiamo concederlo per 40, altrimenti gli consegneremmo la vittoria. Nella partita singola sappiamo di poter vincere. El Shaarawy? Lo conosco da tanti anni, sta avendo anche un’evoluzione mentale. Era morbido, leggero, e io mi arrabbiavo con lui perchĆ© non entrava nei contrasti. Oggi ĆØ un giocatore vero, dĆ sempre la sensazione di poter cambiare la partita. Mi piace molto anche Zalewski”.
El Shaarawy giocherĆ ?
“Volete sapere troppo (ride,Ā ndr). Mi tengo del tempo per decidere, anche se ho giĆ la mia idea”.
Sabato c’ĆØ l’Inter, ma giovedƬ ci sarĆ anche il Feyenoordā¦
“Siamo concentrati solo sull’Inter. Sappiamo che in coppa ĆØ eliminazione diretta, ma domani metteremo la squadra migliore possibile, punto. Non faremo rotazioni in base alla partita successiva”.
Ranieri ha detto che lei ĆØ un predestinato. Si sente tale o una scommessa?
“Ho letto queste cose anche anni fa, poi mi hanno mandato via dalla Spal e pochi pensavano che lo fossi. Voglio fare questo lavoro, ho passione. Mi sono trovato un po’ per caso nel posto dove sognavo di farlo. Non bado alle etichette e penso a dare il meglio, giorno per giorno, a godermi l’avventura”.


