Il problema principale della Roma sta nei cambiamenti incessanti in panchina: ben tre allenatori in 13 giornate. Oggi, chiunque si trovasse al timone della squadra, i risultati difficilmente sarebbero diversi. Anche Claudio Ranieri fatica a imprimere una svolta, e nonostante la sua esperienza, per rimettere in sesto una squadra così frammentata servirebbe più tempo – tempo che, purtroppo, non ha. Con il Tottenham giovedì e l’Atalanta lunedì, la situazione appare critica, ma Ranieri non intende arrendersi.
Il tecnico ha già cercato di lanciare segnali chiari al gruppo: si riparte da zero, con la promessa che in campo andranno solo coloro che si sono guadagnati il posto. Fiducia a tutti, ma senza certezze, nemmeno per i più esperti. La preoccupazione principale, però, rimane la qualità della squadra, soprattutto in fase offensiva. Per poter cambiare l’andamento della partita e segnare, la Roma ha bisogno di esterni che possano supportare l’attacco. In questo senso, il rientro di Alexis Saelemaekers potrebbe rappresentare una soluzione, ma è indispensabile anche il contributo di Paulo Dybala.
Il problema di Dybala, tuttavia, è la sua condizione fisica. Dopo Roma-Bologna, l’argentino ha dichiarato di non sentirsi pronto per scendere in campo, e la sua disponibilità rimane un’incognita. Nonostante le difficoltà, Ranieri ha capito che servono decisioni forti. Le gerarchie sono state azzerate: solo chi sta bene fisicamente avrà una chance di scendere in campo, senza distinzioni.
Lo riporta Il Messaggero



Ormai dybala ha rotto i co-ioni