Le dichiarazioni di Andrea Beretta, ex esponente di spicco della tifoseria organizzata dell’Inter, emergono nel contesto della sua collaborazione con la giustizia. Beretta, che nel settembre 2024 ha ucciso Andrea Bellocco, appartenente a una famiglia di ‘ndrangheta, ha fornito ai magistrati dettagli sui suoi rapporti con alcuni tesserati dell’Inter, nonostante il suo Daspo e le rigide normative sportive che vietano contatti tra i club e gli ultras, eccezion fatta per lo Slo (Supporter Liaison Officer).
Tra le rivelazioni più significative, Beretta ha raccontato di aver ricevuto un orologio da Romelu Lukaku nella stagione dello scudetto 2020/21. Il belga, secondo la sua testimonianza riportata da Il Corriere della Sera, aveva fatto realizzare questi orologi per la squadra, lo staff e pochi altri, e uno di essi sarebbe stato donato proprio a lui.
L’ex ultrà ha poi dichiarato di aver avuto rapporti diretti con Giuseppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, sostenendo che un appunto trovato nelle sue agende, «Chuck, Marotta, 9.30», si riferisse a un incontro tra Matteo Norrito, leader della curva arrestato nell’inchiesta “Doppia Curva”, e il dirigente nerazzurro per questioni legate ai biglietti e alla tifoseria. Marotta ha sempre smentito qualsiasi coinvolgimento.
Javier Zanetti, ex capitano e attuale vicepresidente dell’Inter, viene descritto da Beretta come una persona fidata con cui aveva rapporti diretti. Secondo la sua testimonianza, Zanetti avrebbe facilitato l’accesso alle coreografie e alla distribuzione di materiale dismesso dell’Accademia Inter, destinato agli ultras invece che alla distruzione. Tuttavia, l’ex giocatore non avrebbe sempre esaudito le richieste.
L’inchiesta “Doppia Curva”, nella quale si inseriscono queste dichiarazioni, ha già portato all’arresto di diversi leader della tifoseria organizzata dell’Inter e del Milan, con i due club e la Lega Serie A costituitisi come parti civili. Le indagini continuano per far luce sui rapporti tra le società e gli ambienti ultrà.


