Domenica all’Olimpico non andrà in scena soltanto Roma-Juventus. Sarà molto più di una semplice sfida di cartello: sarà l’incrocio di due rotte, il confronto tra ambizioni e difficoltà, il riflesso di una stagione che, tra certezze ritrovate e rivoluzioni in corso, sta entrando nella sua fase più calda. Da un lato, la Roma di Ranieri, una squadra rinata, forte della ‘cura’ del testaccino: da incerta e traballante a solida e ambiziosa, capace di trasformare una crisi in una cavalcata entusiasmante. Quattordici risultati utili consecutivi, 36 punti raccolti, una media superiore ai 2,5 a partita. Numeri da Champions.
Eppure, a dicembre, il baratro sembrava a un passo. La sconfitta di Como aveva lasciato i giallorossi a +2 sulla zona retrocessione. Poi, la svolta. Oggi la classifica dice sesto posto, a quattro lunghezze dalla zona Champions e con la possibilità di agganciare proprio la Juventus. Lo stadio sarà strapieno, la città è in fermento: la Roma di Ranieri si gioca una fetta d’Europa, e lo fa contro l’avversario più simbolico, in una sfida che non è mai solo una partita. Dall’altro lato c’è la Juventus, che ha cambiato pelle nel momento più difficile.
Via Thiago Motta, dentro Igor Tudor, per una squadra che riparte con un’identità tutta da costruire. Il croato ha già lasciato il segno: meno palleggio, più verticalità, una difesa a tre che diventa a quattro in fase di non possesso e un Vlahovic di nuovo al centro del progetto. Un cantiere aperto, ma che ha già mostrato sprazzi di solidità nel successo sul Genoa. La Juve arriva a Roma con più domande che certezze, ma con la consapevolezza che un risultato positivo potrebbe ribaltare le prospettive di un finale di stagione tutto da scrivere.
La nuova Juventus di Tudor: ritorno all’ordine, come cambia l’assetto bianconero
Al via la terza parentesi bianconera di Igor Tudor, allenatore pronto a rivoluzionare la squadra ereditata da Thiago Motta. Sarà una Juventus verticale, aggressiva e votata alla marcatura uomo contro uomo con diverse novità tattiche: dalla difesa a tre – che diventa una linea a quattro in fase di non possesso palla – all’attacco più pesante, dove Vlahovic tornerà protagonista con coppie di trequartisti assortiti tra qualità e gamba. Una gestione necessaria anche sugli esterni dove non mancano i laterali offensivi. Il modulo di riferimento è il 3-4-2-1, già utilizzato con Lazio e Verona, e prevede un maggiore utilizzo delle fasce e un pressing più alto.
La difesa, orfana di Bremer prima e Gatti poi, vede Kalulu, Renato Veiga e Kelly contendersi le tre maglie da titolare. A centrocampo la coppia Locatelli-Thuram dà equilibrio, mentre Koopmeiners può agire sia da mezzala che sulla trequarti, affiancato da giocatori dinamici come McKennie o il talento di Yildiz. C’è anche la possibilità di inserire un esterno offensivo insieme a uno difensivo: Nico Gonzalez, profilo simile a Conceição e Mbangula, schierato sulla destra al posto di Weah con Cambiaso sulla fascia opposta. Davanti, la certezza sembra essere il ‘ritrovato’ Dusan Vlahovic.
Talento e qualità al servizio del croato: gli uomini chiave della Juventus
Se il nuovo impianto tattico ha già portato benefici, molto dipenderà dalle prestazioni dei singoli. Vlahovic, in particolare, è il principale riferimento offensivo e il giocatore su cui Tudor punta per aumentare la pericolosità dell’attacco bianconero. Il serbo ha vissuto una stagione altalenante, ma il nuovo assetto potrebbe esaltare le sue caratteristiche.
Un altro elemento chiave è Khéphren Thuram, fulcro del centrocampo bianconero. Il francese spicca per intelligenza tattica, leggendo con lucidità le dinamiche del gioco in fase di non possesso e rivelandosi determinante nella riconquista del pallone e nella successiva transizione offensiva. Infine, occhi puntati su Yildiz, il giovane talento turco che può rappresentare una variabile decisiva sulla trequarti.
Le scelte di Tudor: probabile formazione bianconera
La Juventus che scenderà in campo all’Olimpico dovrebbe presentarsi con il 3-4-2-1. In porta spazio a Di Gregorio, con l’infortunio di Gatti che pesa sulle spalle di Tudor, la difesa potrebbe essere composta da Kalulu, Renato Veiga e Kelly. Sugli esterni Weah e Cambiaso sembrano favoriti, mentre in mediana agiranno Locatelli e Thuram. Sulla trequarti Yildiz e Koopmeiners supporteranno Vlahovic, pronto a guidare l’attacco.
Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Renato Veiga, Kelly; Weah, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Yildiz, Koopmeiners; Vlahovic.




