Monchi chiude un altro capitolo della sua carriera da dirigente, lasciando l’Aston Villa dopo due stagioni ricche di risultati. Il dirigente spagnolo ha tracciato un bilancio della sua esperienza in Inghilterra, con uno sguardo sincero anche al passato romanista, in un’intervista rilasciata a Flashscore. Dopo aver contribuito alla qualificazione in Champions League del club di Birmingham, l’ex ds del Siviglia ha spiegato i motivi che hanno portato alla separazione: una decisione condivisa e ragionata con la proprietà, seguita da un reciproco rispetto.
Non poteva mancare un riferimento alla sua esperienza con la Roma. Nonostante le difficoltà, Monchi ha difeso il suo operato nella capitale: “Il primo anno, la squadra è arrivata terza e ha giocato in semifinale di Champions League. Il secondo anno, quando me ne sono andato, eravamo quinti, quindi le cose non sono andate male. In due mercati, abbiamo dovuto vendere tutti i giocatori importanti per necessità economiche. Penso che alla Roma sia mancata un po’ di pazienza, cosa che di solito succede nel club. Ricordo solo cose positive della Roma, perché sono stati due anni magnifici. Era la mia prima volta lontano da Siviglia e mi sono divertito molto, soprattutto il primo anno”.
Infine, è tornato sulla discussa cessione di Mohamed Salah al Liverpool, avvenuta poco dopo il suo arrivo a Roma. “Era necessario. Quando sono arrivato lì, Salah è stato praticamente venduto per 33 milioni di euro più tre milioni di bonus. Alla fine, è stato venduto per 55, ma c’era già un impegno con il giocatore. Lui voleva andarsene e l’unica cosa che potevamo fare era cercare di migliorare il prezzo. C’era praticamente un accordo tra Roma e Liverpool. Quello che abbiamo fatto è stato spingere per ottenere il più possibile, perché il giocatore sapeva già di voler andare via”.


