Carlos Cuesta doveva ancora nascere quando Gian Piero Gasperini iniziò il suo percorso da allenatore. Era il 1994 quando il tecnico piemontese si sedeva sulla panchina delle squadre giovanili della Juventus, mentre lo spagnolo sarebbe venuto al mondo l’anno successivo.
La sfida di oggi all’Olimpico rappresenta l’incontro tra due generazioni: si affronteranno l’allenatore più giovane della Serie A e il più anziano. Alla vigilia il tecnico spagnolo ha espresso la sua ammirazione per Gasperini: “Lui è un punto di riferimento per quello che ha fatto e ispirato. Voglio imparare da tutti e Gasperini è un grande esempio, soprattutto per la velocità con cui cambia le squadre”.
Cuesta ha già affrontato l’allenatore giallorosso in passato. Da vice di Mikel Arteta all’Arsenal era in panchina quando a settembre 2024 l’Atalanta sfiorò la vittoria in Champions League, negata solo dal rigore sbagliato da Mateo Retegui.
Lo spagnolo si sarà sicuramente annotato quell’esperienza, ma oggi gli interpreti sono diversi: i ducali non sono vicini a una big di Premier e la Roma non è la macchina da gol che era diventata la squadra nerazzurra.
Se il lavoro del tecnico giallorosso sta portando i suoi frutti abbastanza velocemente, lo spagnolo è ancora alle prese con il processo di crescita della sua squadra. Il Parma ha venduto alcuni elementi importanti, come Ange Bonny o Dennis Man, e i nuovi arrivati hanno bisogno di tempo per adattarsi.
Fino ad ora Cuesta ha curato principalmente la fase difensiva, partendo con un blocco basso solido. Ne consegue che la fase offensiva risulta trascurata. Il suo è infatti il peggior attacco del campionato con 3 gol fatti in 8 partite. All’Olimpico troverà davanti a sé la miglior difesa del campionato.
I due allenatori – si legge su La Gazzetta dello Sport – hanno una cosa in comune: l’entusiasmo. Gasperini ha accettato una nuova sfida uscendo dalla sua zona di comfort, Cuesta ha mostrato un equilibrio caratteriale non semplice da trovare in un trentenne, nonostante le pressioni per la giovane età.


