Mago Gasp e quell’abbraccio che vale più di mille parole

Esiste un termine ultimo all'amore? E ai sogni? Gasp Mago è la nuova effige della Roma di questa prima parte della stagione. E quanto può valere un abbraccio in tribuna...

Gasp mago

La Roma ti stringe forte, come un abbraccio. A Cremona un altro pomeriggio da incorniciare. La costellazione di emozioni positive di questo 2025 si arricchisce di un’altra stella lucente. Testa in alto e cuori forti. Sudore e grinta. Una Roma gagliarda, una Roma che Mago Gasp sta cucinando nel suo pentolone con ingredienti spesso diversi, sfornando però piatti sempre prelibati.

Si pensi ad esempio a quel brasiliano dal passo frenetico (Wesley), che dal suo binario preferito, spostato a sinistra sfrutta ampiezza e piede invertito sfoderando tutta la sua imprevedibilità; oppure ad un motore ibrido come Baldanzi, che in assenza di 3/4 dell’attacco, da falso nove aggira e irride il diretto marcatore, creando spazi alle sue spalle da riempire; Poi le letture dalla panchina, come l’inserimento di Ferguson nella ripresa per fissare il risultato tornando all’antica: il 9 fa il 9, palla libera e destro secco all’angolino. Gnam!

Evan Ferguson, Cremonese-Roma.

Mago Gasp, tra intuizioni ed emozioni

La Roma gioca per funzioni e non per ruoli. I tempi e gli spazi sono armonicamente diretti dal mister ed eseguiti poi a tratti magistralmente dalla sua orchestra, sempre più ampia visto che chi gioca e chi entra dà il suo contributo. La Roma gioca per principi e non per schemi prefissati, leggendo le carenze degli avversari e insinuandosi in quelle pieghe con astuzia e vigoria. L’azione del terzo gol è puro manifesto e godimento targato Mago Gasp, se ne comunicano a vedere tante.

Non esiste una ricetta unica, non c’è dogmatismo estremo. 3-4-3, 3-4-1-2, 3-4-2-1 a tratti anche un 3-3-4 quando c’è da riempire ogni spazio, ogni pertugio negli ultimi 30 metri. Ma il calcio in numeri è algido, a volte offusca la mente. La Roma vola in campo, è visibile, un’entità unica, sinuosa, che si muove come un corpo unico. Compatto, perentorio, sorretto da una condizione atletica impressionante e crescente di partita in partita. Sospinti anche da una voglia e una libertà mentale che si spera venga preservata, custodita quasi come una reliquia.

Poi ci sono anche i sentimenti. Un trasferimento di energia e passione che viaggia su un binario unico dalla Curva alla squadra, dai tifosi romanisti sparsi ovunque che seguono la formazione giallorossa in ogni dove a Gasperini, che si sta innamorando sempre di più. E poco importa se poi una volta espulso, il mister salga in tribuna in mezzo alla gente. Grigiorossi e giallorossi, senza barriere e divisori. Calcio antico. Ferguson segna e Gasp esulta, per poi esser travolto dalla passione della gente. Un abbraccio genuino con alcuni romanisti, che hanno addolcito un secondo tempo per il mister di pura tensione ed elettricità. La Roma è viva e vive un sogno. Avanti Gasp, avanti Lupi.

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