La sconfitta casalinga per 0-1 contro il Napoli ha lasciato strascichi amari in casa Roma, ma ha anche sancito un dato statistico senza precedenti: per la prima volta nella sua storia, il club giallorosso arriva al mese di dicembre senza aver collezionato nemmeno un pareggio tra Serie A ed Europa League.
Un risultato che esprime l’anima “senza pari” di questa squadra, capace di produrre solo vittorie nette o sconfitte definitive, un segno della mentalità all-in imposta da Gian Piero Gasperini, ma che, alla prova dei fatti, si rivela un’arma a doppio taglio.
Roma, il bilancio tra euforia e amarezza
La Roma ha giocato finora 18 partite tra campionato ed Europa League, mettendo a referto 12 vittorie – 9 in Serie A e 3 in Europa – e 6 sconfitte – 4 in campionato e 2 in Europa. In campionato, le quattro sconfitte arrivano tutte, a eccezione del Torino, contro avversarie di prima fascia come Inter, Milan e, da ultimo, il Napoli.
Il problema principale non è tanto la sconfitta, quanto l’incapacità di reagire una volta andata sotto nel punteggio: nelle occasioni in cui la Roma si è trovata in svantaggio, incluse le coppe, è riuscita a rimontare e a vincere solo una volta: il 2-1 contro la Fiorentina. In tutti gli altri casi, non è riuscita a firmare nemmeno il gol del pari.
Questa mancanza di “mezze misure” e la tendenza a perdere gli scontri diretti sono acuiti da un problema offensivo che pesa come un macigno sulle ambizioni della squadra. Con appena 15 gol segnati in 13 giornate, la Roma viaggia a una media di poco più di una rete a partita, un bottino che, se confrontato con le altre squadre europee in corsa per gli stessi obiettivi, è decisamente basso.
L’attacco della Roma, un “paradosso” per Gasperini
La difficoltà a trovare la via del gol è un paradosso per le squadre di Gasperini, note in passato per la loro spiccata vocazione offensiva. I numeri non sono positivi e la sensazione è che il problema non sia passeggero, con interpreti chiave come Ferguson e Dybala che spesso “girato a vuoto”.
Lo stesso tecnico ieri sera, pur elogiando chi ha dato il massimo – come Soulé, Baldanzi, Ferguson e Pellegrini – non ha nascosto il campanello d’allarme e ha lanciato un messaggio diretto al club: “Dobbiamo alzare il livello, abbiamo girato tutti i giocatori offensivi: abbiamo perso tanto, dobbiamo recuperare bene Dybala e Bailey. Abbiamo fuori Dovbyk. Speriamo di alzare il livello“. Con gennaio alle porte, sarà inevitabile un intervento deciso sul mercato per un attaccante che garantisca gol immediati, per mantenersi saldi alla vetta della classifica.




