Jacopo Mirra, capitano della Roma Primavera, ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del club giallorosso. Il difensore centrale della squadra allenata da Federico Guidi da toccato diversi temi e si è raccontato durante l’ultima puntata di “Dreaming Roma“. Il classe 2006, appena 19enne, vive la vita con la leggerezza dei giovani: “Mi piace divertirmi, scherzare con i miei compagni… mi reputo un ragazzo simpatico e loquace. Sono nato a Ottavia, vivo a Selva Candida, a circa 30 km da Trigoria. Sono nato nel 2006 e sono nato poche ore dopo la vittoria dell’Italia al Mondiale.”
Mirra ha poi parlato dell’orgoglio che prova nel giocare nella squadra di cui è sempre stato tifoso: “Ogni ragazzo nato a Roma vuole indossare questi colori, io sono cresciuto nel Casalotti e nell’Urbetevere. Chiamarono papà e ci mandarono una lettera dalla Roma per farci sapere che ci avevano preso.” Il difensore ha poi raccontato della sua amicizia storica con Almaviva e Della Rocca, che conosce da tantissimi anni: “Mi porto dietro i ricordi con Della Rocca e Almaviva, facevamo i tornei da quando eravamo bambini e sono i miei migliori amici, li conosco da 10-11 anni”.

Mirra: “Bisogna dare l’esempio dentro e fuori dal campo”
Fa ancora male la sconfitta nella finale Under 18 con il Genoa: “Vorrei rigiocare quella partita, mi ha bruciato particolarmente. Infine, Mirra ha parlato del suo rapporto con la fascia da capitano e ha raccontato quanto sia fiero di indossarla: “La fascia ti porta delle responsabilità, sono orgogliosissimo di portarla. Cerco di tenere il gruppo unito e di far crescere i ragazzi più piccoli, soltanto con un gruppo sano e una squadra vera si può arrivare a certi risultati.
Il capitano ha infine ricordato che un buon calciatore non dimostra di esserlo soltanto sul rettangolo di gioco, ma anche lontano dai riflettori: “Nello spogliatoio ci possono essere litigi ma un vero leader deve dare l’esempio nei comportamenti in campo e soprattutto fuori.


