Il clima teso che sta caratterizzando le ultime settimane del calcio italiano ha spinto il Presidente della FIGC, Gabriele Gravina, a intervenire con un durissimo richiamo all’ordine. In una conferenza stampa dai toni accesi, ha puntato il dito contro il degrado dei comportamenti in campo e fuori dal campo, citando episodi specifici che hanno coinvolto anche la Roma.
Gravina non ha usato giri di parole per commentare l’episodio avvenuto durante Cagliari-Roma, dove il difensore giallorosso Hermoso è stato bersaglio di insulti da parte di Folorunsho. Un episodio che, secondo il Presidente, è lo specchio di una deriva pericolosa: “Basta con queste modalità di aggressioni continue. Vale per Folorunsho, così come per presidenti, dirigenti e tifosi. È inutile fare campagne sul fair play, stamparcelo sul petto e poi andare in campo a sputarci addosso“.
Gravina e il “fallimento culturale”
Il discorso federale si è allargato alla gestione della pressione sugli arbitri, definendo l’attuale atteggiamento dei protagonisti del campionato come un vero e proprio “fallimento culturale”.
Gravina ha espresso preoccupazione per la convinzione diffusa che urlare e aggredire verbalmente possa condizionare le decisioni dei direttori di gara: “Dobbiamo riacquistare il senso dell’educazione. Pensare che più si urla e più si ottiene è solo una sconfitta per l’immagine del calcio italiano nel mondo“.





Parla di etica in campo tra giocatori ? Complimenti al nostro presidente…in tutte le partite succede questo poi finita la partita di cosa parla da che esiste il campo e’ cosi’ , non e’ bello ma funziona cosi anche nelle partite di calcetto tra amici. Pensa quanto e’ importante sta cosa in tempi di guerra…Ma perche’ non si dimette . E’ proprio vero il peggio non muore mai pensavo che dopo Taleggio avevamo toccato il fondo !!!!