Sabatini: “La Roma è da scudetto. Poi su Nainggolan…”

L’ex DS giallorosso si racconta: tra l'esistenzialismo e il "tormento" di Spalletti, Sabatini scommette sulla rivoluzione di Gasperini

sabatini

In un calcio che spesso si rifugia nella scaramanzia e nei luoghi comuni, Walter Sabatini porta con sé quel carico di filosofia e anticonformismo che ha segnato la sua epoca a Trigoria. Intervistato da La Stampa, l’ex Direttore Sportivo giallorosso ha spaziato tra citazioni leopardiane e analisi tattiche, lanciando un messaggio chiaro ai naviganti: la Roma non deve porsi limiti.

Sabatini parte dal profondo, analizzando il legame con l’amico Luciano Spalletti, oggi alla guida della Juventus. Per l’ex DS, il successo del tecnico toscano nasce da “studi matti e disperatissimi” e da una visione del calcio che non ammette leggerezza. «Il calcio è dolore. Per chi lo vive come noi, è un tormento costante, il dubbio che tutto possa essere fatto meglio», spiega Sabatini. Una malinconia costituzionale che però porta lontano: «Luciano vive il campo con genialità. Ha riportato alla Juve un livello di gioco e di intenti degno della loro storia dopo il dolore dello schianto con la Nazionale».

Luciano Spalletti

Sabatini e la profezia sulla Roma: «Io sono un eretico»

Ma è quando il discorso scivola sulla lotta per il vertice che Sabatini accende la miccia. Nonostante le critiche ricevute, l’ex dirigente ribadisce la sua convinzione sulla forza della rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini. «Ho definito la Roma da scudetto e ho ricevuto osservazioni poco eleganti. Resto convinto che arriverà a competere per la vittoria». Per Sabatini, puntare sul successo dei giallorossi è un atto rivoluzionario: «Capite che sono un eretico? In Italia non si può dire che certe piazze possano vincere. Ma a me piacciono i risultati improbabili, le cose che rompono gli schemi».

Il “senso di eroismo calcistico” di Sabatini non si ferma alla Capitale. L’ex DS ha parole di grande stima per Daniele De Rossi, ieri sera avversario all’Olimpico con il suo Genoa: «Porterà avanti le sue idee ambiziose. Senza ambizione è meglio non frequentarlo, il calcio». Mentre ammette di aver sperato in una chiamata della Fiorentina — «le situazioni complicate sono lo scenario in cui rendo di più» — Sabatini confessa di vivere i suoi sprazzi di felicità ricordando le giocate di Salah o Nainggolan in maglia giallorossa.

 

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