La Roma torna alla vittoria a Lecce e risponde così sul campo alla sconfitta bruciante di Bergamo, ma l’aria all’interno del club resta tesissima.
Gian Piero Gasperini nonostante il successo in totale emergenza al Via del Mare, ha scelto di non rilasciare alcuna dichiarazione dopo il match né in Tv, nè ovviamente in sala stampa. L’allenatore si aspettava chiaramente che la maggior parte delle domande poste dai cronisti sarebbero nuovamente state sul fronte mercato, argomento che in questo momento ha creato più di una crepa nei rapporti tra lui e la dirigenza.
Dopo le sconfitte con Juventus e Atalanta sono andati in scena dei confronti molto aspri tra Massara e Gasperini. Il tecnico giallorosso ritiene di aver fatto il massimo con la rosa a disposizione e i numeri, nonostante le sconfitte contro le big, confortano il suo pensiero: rispetto ad un anno fa la Roma ha 13 punti in più, +7 invece rispetto alla stagione precedente con Mou in panchina.
Soprattutto Gasperini (e non l’ha mai nascosto anche recentemente con alcune battute dall’indirizzo chiaro…) si aspettava che questa sessione invernale di mercato partisse sotto ben altri auspici. A settembre aveva spento sul nascere la polemica che già montava in città per i mancati arrivi in attacco, che aveva richiesto a gran voce per tutto il mese d’agosto, anzi già da prima affermando di poter provare a rilanciare quei calciatori che in parte aveva già bocciato (da Dovbyk a Baldanzi per fare alcunni esempi).
I confronti con la proprietà avevano portato a rassicurazioni che poi sono andate evase per una serie di errori commessi in varie trattative. Ora la tensione è tornata altissima, a causa della gestione dei casi Raspadori e Zirkzee. Due trattative che sembravano scandite per modalità e tempistiche, che invece ad oggi sono ben lontane da esser chiuse. Le parole di Massara prima del match di Lecce lo confermano (e probabilmente non sono state ulteriormente gradite da Gasp).

Gasp-Friedkin, domani vertice per capire come ripartire: le tensioni maggiori sul mercato
La notizia che segue alla scelta del silenzio pubblico dell’allenatore, è un’altra e forse anche più importante. Domani ci sarà un confronto tra il tecnico e i Friedkin, che in queste ore sbarcheranno nella capitale. Un meeting che era già in programma, prima della gara odierna e della decisione di non parlare, richiesto ieri da Gasp nel corso di una prima riunione in conference call.
Il clima è molto teso e l’allenatore ora si aspetta risposte immediate. Servono almeno quattro rinforzi, necessità oggettive dettate da varie esigenze tra infortuni, inconcludenza di alcuni elementi e prospettive sportive legate agli importanti obiettivi per i quali la Roma giocherà in questa seconda parte di stagione. L’allenatore piemontese in conferenza stampa, nell’ultimo mese non ha nascosto la sua ambizione e ha più volte chiarito quale sia il suo entusiasmo per questa avventura romanista, lasciando intendere però che serve uno sforzo maggiore da parte di tutti.
Le tempistiche ritardate e le difficoltà di portare a Trigoria almeno uno degli obiettivi prefissati a dicembre, ha scoperchiato un vaso di Pandora che era già in ebollizione. Non è possibile alla vigilia di questo vertice escludere alcuno scenario, così come ad esempio la possibilità che l’assetto interno a Trigoria possa nuovamente cambiare. Domani, forse, sarà tutto più chiaro.



Finalmente una presa di posizione decisa. Capirà la Proprietà?