La Roma Primavera saluta la Coppa Italia con rammarico. Nonostante la delusione per il risultato, resta la consapevolezza di una squadra che mantiene un’identitĆ chiara e un’attitudine al lavoro costante. Nel post-partita, l’allenatore Federico Guidi ha commentato l’andamento del match, sottolineando la prestazione dei suoi nonostante le difficoltĆ d’emergenza.
Ai microfoni del club, il tecnico ha spiegato: “Dispiace perchĆ© avevamo avuto le occasioni per andare in vantaggio, soprattutto con Di Nunzio e Carlaccini, altre potenziali dove abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio ed eravamo in superioritĆ numerica al limite dell’area. Queste sono le partite di calcio, loro sono stati bravi a capitalizzare un nostro errore a due minuti dalla fine, poi avevano avuto anche loro delle occasioni su errori nostri. Era una partita da pareggio, la squadra meritava di giocarsela almeno ai calci di rigore, sono esperienze che ci torneranno utili nel nostro cammino“.
Guidi: “C’ĆØ da raschiare il barile, tirare fuori ogni energia”
Sullo stato della rosa, ha spiegato: “Nardin ha voluto esserci, nonostante un piccolo fastidio. Su quell’errore lƬ chiaramente ha avuto il problema fisico che poi si ĆØ riproposto. Ma i ragazzi meritano applausi, siamo risicati all’osso con tantissimi impegni. Calciatori che mancano, dopo gennaio la rosa si ĆØ ristretta, quindi tanti devono fare gli straordinari in ruoli e posizioni non consone. Sono usciti giocatori che sono andati a cimentarsi in squadre professionistiche. Mi riferisco a SangarĆ© che ĆØ andato nella Liga, a Coletta ad agosto, a Romano che sta giocando molto bene con lo Spezia in Serie B, oltre a qualcuno che aveva meno minutaggio. Peccato per l’errore nell’ultimo minuto, ma questo non toglie nulla a ciò che ha fatto nei restanti 75 minuti“.
Sul finale della stagione: “C’ĆØ da raschiare il barile, tirare fuori ogni energia, anche da chi ha avuto meno minutaggio finora deve dimostrare di meritare la maglia della Roma. Questo sarĆ il nostro mood da qui alla fine della stagione. Tutti avranno possibilitĆ di giocare e di dimostrare“.



