Nel calcio, la panchina dovrebbe essere come un jolly tenuto in tasca fino al momento giusto. Una carta capace di cambiare la partita quando tutto sembra già scritto. Per la Roma, però, in questa stagione quel jolly si è visto poche volte. I giallorossi sono andati a segno sei volte con giocatori entrati a gara in corso, un numero che non è particolarmente basso nel contesto della Serie A. Ma quando si guarda ai punti conquistati grazie a quei gol, il quadro cambia decisamente.
Se si guarda ai risultati, infatti, il dato cambia prospettiva. Solo un punto è arrivato grazie a un giocatore entrato dalla panchina. È successo all’Olimpico contro il Milan, quando Lorenzo Pellegrini, partito inizialmente tra le riserve, ha trasformato il rigore che ha permesso alla Roma di pareggiare la partita. Un episodio che, finora, resta l’unico caso in cui un subentrato ha portato punti concreti in classifica.
Roma, la panchina non porta punti
Il dato riflette anche il modo di stare in campo della squadra allenata da Gian Piero Gasperini. Quando la Roma riesce a passare in vantaggio, la priorità diventa difendere il risultato e portare a casa la vittoria, più che cercare nuove soluzioni offensive dalla panchina.
Il problema emerge soprattutto quando la squadra si trova a inseguire. In quelle situazioni i cambi raramente riescono a ribaltare l’inerzia della gara, e i giocatori entrati a partita in corso non incidono quanto servirebbe. È proprio questo il dato che emerge con maggiore chiarezza dalle statistiche: non tanto il numero dei gol segnati dalla panchina, quanto il loro impatto limitato sui risultati finali.




ma se sono già scarsi quelli che giocano, che vuoi che quelli ancora più scarsi facciano punti!
ma su dai sono anni che ci famo prendere in giro da sti americani, ed intanto andiamo avanti con celik, cristante, pellegrini etc ec
5° posto assicurato.
Pensa che io la vedo peggio di te… Con Crisitante e Pelle&ossicini che continuano a farla da padrone per altri 9796058,97 anni, temo che non arriveremo neanche 5ti… Non c’è solo la Juve alle calcagna, ma anche il Como.