Sessantanove giorni dopo, una Roma diversa da quella della gara di andata si ritroverà contro il il Genoa è molto diversa da quella vista nella gara d’andata. Il cambiamento è avvenuto soprattuto in attacco. Una trasformazione del reparto offensivo avvenuta da tempo, soprattutto con l’arrivo di Donyell Malen, che ha progressivamente modificato equilibri, movimenti e riferimenti dell’attacco.
Ad accentuare questa evoluzioni, gli stop prolungati di diversi attaccanti a causa degli infortuni. Basti pensare che all’andata c’erano Paulo Dybala, Matias Soulé, Evan Ferguson ed Artem Dovbyk. Tutti e quattro impegnati nel 3-1 contro la squadra di Daniele De Rossi, tutti e quattro attualmente ai box per i rispettivi problemi fisici.
Dall’andata al ritorno: il nuovo attacco giallorosso
Nella gara d’andata la Roma scese in campo con Soulé e Dybala a supporto di Ferguson. Quest’ultimo sostituito a gara in corso da Dovbyk. A distanza di più di due mesi la situazione è totalmente diversa in vista della trasferta di Genova. Con gli infortuni che hanno tolto alternative tecniche (come Dybala e Soulé), Gian Piero Gasperini si trova ora con un attacco meno creativo sulla trequarti ma più dinamico nei movimenti.
L’inserimento di Malen ha portato caratteristiche che mancavano nel reparto avanzato giallorosso: velocità e attacco alla profondità. Contro il Genoa l’attaccante olandese andrà a caccia del quarto gol lontano dall’Olimpico dopo quello del debutto e la doppietta a Napoli. Dietro di lui pronti Lorenzo Pellegrini e uno tra Niccolò Pisilli e Bryan Zaragoza, con il giovane prodotto del vivaio giallorosso in vantaggio dopo l’ottima prestazione contro la Juventus. Dei tre, solo il classe 2004 era disponibile nella partita d’andata, con l’ingresso nel finale al posto di Bryan Cristante. La sfida contro il Genoa diventa così un vero banco di prova per la Roma, chiamata a confermare i progressi del nuovo attacco.



