Nel mare in tempesta, la bussola offensiva di Gasperini ha un nome e cognome: Donyell Malen.
E’ l’olandese la stella polare dell’attacco giallorosso, incerottato, pieno di equivoci e con calciatori schierati quasi sempre fuori ruolo per completare il terzetto offensivo. Se Gasp non si fosse impuntato, sollevando scrivanie e restando in silenzio a Lecce, oggi forse l’ex Aston Villa giocherebbe altrove e la Roma si ritroverebbe nel clou della stagione a dover scegliere tra giovani di belle speranze e calciatori al tramonto della carriera.
Nessuno poteva prevedere l’epilogo triste con tanto di operazioni chirurgiche, delle stagioni di alcuni attaccanti giallorossi e quando c’è la Roma di mezzo, la sfiga spesso ci vede benissimo, ma al netto della gestione medica di alcune situazioni che ha lasciato palesemente a desiderare (eufemismo), un fatto è acclarato: la Roma non è riuscita a costruire un reparto offensivo degno di questo nome, per supportare un sistema di gioco che necessita, nelle due fasi, di calciatori con determinate caratteristiche.

Malen, la speranza Soulè e gli esperimenti
Gasperini però non ha mai gettato la spugna, anzi. Da agosto scorso prova a tenere la barra dritta, navigando verso gli obiettivi stagionali della Roma, a colpi di esperimenti e compromessi, nonostante il numero elevato di tesserati sulla carta messi a disposizione dalla direzione sportiva.
Oggi più che mai, il tecnico è consapevole che polemizzare o sottolineare certe carenze genererebbe solo due effetti, entrambi negativi: alimentare quella cultura dell’alibi che lo stesso Gasp abiura per principio; incidere ancor di più e in negativo sulle prestazioni di quei ragazzi che oggi, volenti o nolenti, devono portare addosso il peso dell’attacco pur non avendone ancora la piena capacità.
Per questo difende Lorenzo Pellegrini, che alla fine della fiera al di là del gol importante di ieri, nella sua evanescenza attuale è meglio di Venturino e Zaragoza messi insieme; per questo in ogni gara tenta di rintracciare risorse nuove, buttando nella mischia anche Robinio Vaz purtroppo ancora grezzo tecnicamente e tatticamente, magari spostando l’onnipresente Cristante nel ruolo di trequartista.
Da qualsiasi punto di osservazione la si guardi, la Roma dovrà essere sorretta da Donny Malen: gol, assist, pali e fiammate, solo quando si parla dell’olandese, a Gasperini si illumina lo sguardo. Il 14 giallorosso andrà protetto e si spera assistito meglio, magari con il rientro di un Soulè fisicamente al top. Poi a giugno servirà una tabula rasa chiarissima agli occhi di tutti gli osservatori giallorossi. La speranza è che stavolta la dirigenza romanista non sbagli né le priorità, né le tempistiche e nemmeno le scelte finali.



