La gestione degli infortuni alla Roma è diventata un vero e proprio caso, con il “recupero frettoloso” che sta segnando negativamente la stagione. L’ultimo episodio riguarda Manu Koné, costretto ad abbandonare il campo dopo soli venti minuti nella partita contro il Bologna a causa di una ricaduta di un problema già affrontato a gennaio.
Nonostante fosse previsto un rientro graduale, la mancanza di alternative tecniche e le necessità impellenti hanno spinto il giocatore a scendere in campo troppo presto. Un copione che si ripete, come accaduto con Artem Dovbyk. Dopo un lungo stop per una lesione tendinea, l’attaccante ucraino è stato schierato tre volte in una settimana, un errore che lo ha costretto a subire un intervento chirurgico il 16 gennaio.
La fretta è cattiva consigliera: Koné ne è soltanto l’ultimo esempio
Questo infortunio, scrive La Repubblica, ha avuto ripercussioni anche sulle scelte di mercato della Roma, dato che Dovbyk era destinato proprio al Bologna durante il mercato invernale. A Trigoria, molti osservano come la gestione del patrimonio del giocatore non sia stata sufficientemente tutelata.
Ma l’emblema di questa gestione disastrosa è Paulo Dybala. La sua stagione, e forse la sua avventura giallorossa, potrebbe già essere al capolinea. Tra referti medici non sempre chiari e dubbi riguardo la necessità di un’operazione, l’argentino ha provato il rientro il 5 marzo, ma è stato costretto a fermarsi dopo pochi minuti. Questa gestione dei tempi, sempre più confusa, ha alimentato polemiche e incertezze in un’annata particolarmente sfortunata per la Joya.



