La farsa dello stadio di Tor di Valle sta saltando

I Friedki valutano i costi di un progetto che, dopo la bufera Covid, potrebbe risultare anacronistico

La farsa dello Stadio della Roma vive il millesimo atto di un testo lungo otto anni. Meglio non dare niente per definitivo, neanche stavolta che sembra saltare tutto. E’ chiaro che le possibilitĆ  di vedere realizzato il progetto di Tor Di Valle siano ormai vicine allo zero. Dopo tante promesse, dietrofront e accordi ĆØ apparsa la lettera del Comune che ha avvisato la Roma che “il complesso immobiliare non ĆØ nella libera disponibilitĆ  dell’attuale proprietario Eurnova Spa“, ovvero la societĆ  dell’ex partner Parnasi.

In pratica sui terreni gravano ipoteche del valore di 42 milioni, oltre al pignoramento determinato da un debito di 1,2 milioni. Lettera arrivata curiosamente lo stesso giorno in cui Vitek ha firmato l’accordo per i terreni. I Friedkin sono impalliditi di fronte ai costi di un progetto diventato anacronistico dopo la bufera Covid: perchĆ© costruire un business park destinato agli uffici nell’era dello smartworking? Per quanto riguarda l’impianto, potrebbe bastare una struttura più piccola, riconoscibile e romana. Da qui la tentazione di chiudere il libro Tor di Valle per dedicarsi alla ristrutturazione del Flaminio, ormai da anni in disuso. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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