L’iperuranio arbitrale e l’assenza della Roma

Serie A, Como-Roma: Massa

E’ notizia di questa mattina, la ‘promozione’ a pienissimi voti della direzione di gara di Massa in occasione della sfida persa dalla Roma a Como. L’episodio ovviamente incriminato e che ha mandato su tutte le furie Gasperini, è quello del doppio giallo a Wesley e quindi l’espulsione del brasiliano, che ha lasciato una Roma in enorme difficoltà fin lì ma in parità, in inferiorità numerica.

Come è andata a finire lo abbiamo visto tutti, come sarebbe andata a finire per onestà anche in parità numerica lo abbiamo immaginato, visto il predominio tecnico della formazione di Fabregas, ma ciò che sta avvenendo nell’iperuranio arbitrale italiano, ormai è ai limiti del grottesco.

Serie A, Como-Roma: Wesley

Promozioni e (non) spiegazioni

Massa – lo stesso fischietto che convalidò la rete vittoria di Neres senza rivedere il fallo commesso da Rrhamani su Konè ad inizio azione – deve essere evidentemente ‘sfortunato’ con la Roma, che non raccoglie un punto con l’arbitro toscano dal lontano ottobre 2022, quando in panchina c’era Mourinho (anzi sul pullman visto che era squalificato) e in campo Dybala, agli albori della sua esperienza romanista. Sembra trascorsa un’era glaciale, ma nel frattempo nell’AIA è il caos totale.

Tra protocolli folli, regolamenti che cambiano vorticosamente, sale VAR invadenti dove si è giunti ormai a dei veri e propri simposi interpretativi di ogni singolo caso e variazioni in corsa delle valutazioni sui medesimi episodi, il caos e il disorientamento che ne consegue sono ormai le uniche certezze.

Ci si chiede come si possa definire – secondo la ricostruzione dettagliata del Corriere dello Sport – una prestazione ‘ineccepibile ed eccellente’ quella di Massa, che oltre ad inventarsi un’ammonizione inesistente si è perso quella di Diego Carlos in occasione del rigore solare concesso su El Shaarawy, che a sua volta andava espulso per doppio giallo nella ripresa e che quindi non avrebbe segnato la rete del 2-1 finale.

Ma tant’è, pare addirittura che questa sera a Open VAR (esperimento televisivo fallimentare, in via di rimozione) il rappresentante delegato da Rocchi a spiegare (spesso l’inspiegabile) dirà che sulla situazione di Wesley, la decisione adottata non è del tutto sbagliata. Lo scopriremo, senza popcorn  e patatine, nelle prossime ore, intanto emerge dinanzi agli occhi un ulteriore elemento preoccupante.

Serie A, Como-Roma: Massa

Simulazioni in aumento e lotta Champions ‘inquinata’

Quella di Diao – che esulta per aver procurato un danno sportivo all’avversario – è una chiara simulazione. A velocità normale la pressione leggera di Rensch e Wesley sembra provocare la caduta dell’ex Betis, ma già dal primo replay si nota quanto sia ricercata e accentuata la stessa, ai limiti del tuffo Olimpico. Con questo tipo di decisioni e di valutazioni arbitrali, condite da promozione e voti altissimi in pagella, non c’è il rischio di incentivare i simulatori?

In Europa, quando le nostre formazioni si vanno a confrontare nelle coppe, spesso incappano in direzioni arbitrali che nei contrasti tendono a lasciar correre molto di più di quanto avvenga in Italia. Lo abbiamo notato anche nella gara di Bologna, dove ad un certo punto la sensazione è che le due squadre, abituate in territorio nazionale ad altro metro di giudizio medio (salvo rare eccezioni), abbiano avuto necessità di adattarsi ad un confronto più acceso e con pochi fischi arbitrali, quasi fossero uscite dal proprio habitat naturale. Se n’è lamentato indirettamente lo stesso Italiano, dichiarando tutta la sua perplessità per le concessioni che il tedesco Yablonski avrebbe fatto a Ndicka nella marcatura su Castro.

Ultimo dato, legato alla comunicazione. In tutto questo caos, la dirigenza della Roma, dov’è? Se lo sono chiesto per l’ennesima volta tantissimi tifosi giallorossi, che su social e radio già nei minuti successivi alla gara di Como invocavano a gran voce l’intervento di un dirigente ai microfoni delle tv nazionali.

La società giallorossa però continua a scegliere la medesima linea: a parlare di arbitraggi solo gli allenatori. E come Mou e De Rossi prima, anche Gasperini oggi si ritrova in una dinamica scomoda, senza particolare supporto societario. E’ possibile che dopo sei anni di gestione, non si sia compreso che in Italia questa conduzione mediatica non paga? Ma se Elkann telefona a Gravina dopo Inter-Juventus chiedendo maggior rispetto per il brand bianconero (notizia de la Gazzetta dello Sport del 15 febbraio), Friedkin sulla sua rubrica telefonica il numero della FIGC lo avrà almeno salvato? Quesiti ai limiti dell’enigma, che rimarranno irrisolti.

Trigoria, Massara, Ranieri, Roma

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