Nell’inverno del 2024 la Roma decide di affidare la panchina a Daniele De Rossi dopo l’esonero di José Mourinho. E dopo un inizio incoraggiante dell’ex numero 16 tra i tifosi stava crescendo la speranza di vedere chi ha reso grande il nome del club da calciatore avere una carriera altrettanto importante sulla panchina.
La stagione successiva, nonostante il rinnovo, il nativo di Ostia raccoglie una manciata di partite da tecnico giallorosso, e verrà poi esonerato dai Friedkin. Da allora è partita una serie di peripezie per la società, che prima ha chiamato Ivan Juric e poi Claudio Ranieri, ma la stagione è comunque terminata con l’Europa League conquistata.
De Rossi: “Per l’esonero ero inca… nero. Ero in una battaglia che non potevo combattere”
Tra i tifosi era comunque rimasto il malcontento per aver visto una leggenda del club trattata in malo modo. E più dei tifosi a rimanere deluso è stato lo stesso De Rossi, che ha rilasciato un’intervista a Cronache di Spogliatoio. In un breve estratto l’ex mediano ha commentato l’esonero: “Ero inca… nero. Avevo i miei “nemici” e mi sentivo battuto in una battaglia che non ho avuto tempo di combattere. Ma non ho mai voluto far capire che stavo rosicando. L’ho fatto solo una volta in una conferenza stampa alla Spal e me ne sono pentito. Ho lavorato tanto su queste cose”.
“DDR” ha poi parlato dei derby: “Non ho sofferto nessuna partita se non i derby. Prima di sfidare la Lazio passavo tre giorni a vomitare con Dacourt che mi teneva la testa. La mia storia con la Roma non è stata perfetta, ma non si meritava un finale con degli strascichi”.




Tanto un giorno tornerai sulla quella panchina daje DDR💛❤️💛❤️💛❤️💪💪💪