La lettera del gruppo della Curva Sud: “Ti vogliamo bene“
Il gruppo della Curva Sud “Nel nome di Roma” ha inviato una lettera per Ā alla redazione deĀ Il Romanista:
“Abbiamo aspettato qualche giorno, il minimo sopportabile per scriverti questa lettera, queste poche parole che speriamo ti facciano piacere, cosƬ come le tue hanno fatto con noi. Abbiamo aspettato qualche giorno in più, perchĆ© sia simbolico il fatto che non si ĆØ fermato tutto con quel giro di campo, abbiamo evitato volontariamente di scriverti questa lettera i giorni prima o il giorno stesso, perchĆ© non fossimo anche noi travolti da quell’emozione che si consuma con il passare del tempo, dei minuti, delle stagioni. Chi ama questo sport sa che ce ne sarĆ sempre un’altra, e quella che verrĆ senza di te, vedremo come sarĆ .
Non è stato facile pensare di salutarti in due sole settimane, perché con te abbiamo salutato quella parte di noi che sapevamo essere in campo, lì dove le nostre capacità tecniche non ci hanno permesso di arrivare, lì, indossando quella maglia per la quale abbiamo fatto chilometri, preso diffide, speso soldi, pianto, sofferto, quella maglia che come te, spesso, abbiamo baciato.
Ti abbiamo amato DaniĆØ, ti abbiamo difeso DaniĆØ, ti abbiamo stimato DaniĆØ, perchĆ© quello che hai fatto te, lo avremmo fatto noi al tuo posto, perchĆ© come esultavi te, avremmo esultato noi al tuo posto, perchĆ© quello che dicevi te, l’avremmo detto noi al tuo posto. Tu però, lo hai fatto meglio di noi e cosƬ, facendolo, ci insegnavi a farlo. Amando la Roma, mettendola sempre al primo posto, ci insegnavi un nuovo modo di amarla. Fino all’ultimo ce l’hai insegnato, quando ti sei preoccupato perchĆ© la nostra rabbia non ricadesse sui ragazzi della comunicazione, perchĆ© anche loro romanisti, come noi, come te.
Grazie per questi straordinari diciotto anni, grazie per tutti gli errori che hai commesso in campo, perchƩ anche lƬ eri noi, anche lƬ ci rappresentavi negli errori che in questa vita vuoi o non vuoi tutti commettiamo.
Grazie per come l’hai difesa la nostra maglia, soprattutto da quei tali con penna e microfono che anche oggi la sfruttano, grazie per come l’hai fatta conoscere la nostra maglia, grazie per come l’hai baciata la nostra maglia.
Grazie perchĆ© in quel giro di campo non hai permesso che neanche una sciarpa rimanesse a terra, le hai prese tutte e le hai fatte prendere ai tuoi figli, perchĆ© all’amore si educa con l’esempio. E l’esempio che ci hai dato ĆØ quello che ricorderemo, ora che ne abbiamo disperato bisogno.
Grazie perchĆ© nel giorno in cui tutti piangevano, ci hai salutato con il sorriso, quel sorriso tipico romano, il sorriso guascone, che se la ride perchĆ© sa che in un modo o nell’altro comunque ce la farĆ .
Perciò ce la faremo DaniĆØ, momentaneamente anche senza di te, perchĆ© sappiamo che ĆØ quello che vorresti, ĆØ quello che speri, che non si fermi mai questa bellissima storia d’amore, che ha i colori della nostra cittĆ , e si chiama Associazione Sportiva Roma. Grazie per avercelo ricordato.
Ti vogliamo bene.
Nel nome di Roma”



