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Pastore: “Sto bene e posso giocare nuovamente ai miei livelli”

Il centrocampista argentino: “Sto all’80-90%. Mi hanno saputo gestire benissimo in allenamento, non credevo di poter fare 6 partite di fila”

Nel primo pomeriggio di oggi è intervenuto ai microfoni di RomaTv il centrocampista giallorosso Javier Pastore, per rispondere alle domande di alcuni tifosi:

Come stai?
Molto bene, mi sento felice perché riesco a giocare ai miei livelli. Peccato per gli ultimi due risultati che sono arrivati, ma la squadra sta lavorando molto bene. Al rientro dalle nazionali ci impegneremo per fare del nostro meglio.

In che percentuale di forma ti senti?
Sicuramente mi sento all’80-90%. Aver giocato sei partite in pochi giorni ti da la carica, non mi aspettavo di poter giocare così tanto. Mi hanno gestito benissimo per arrivare a stare bene.

Il tuo miglioramento è fisico e mentale?
Entrambe: l’arrivo di Fonseca è stato fondamentale, ha un rapporto unico con i giocatori e mi ha fatto allenare meglio. Però entrambe le cose sono importanti, un giocatore non gioca solo con il fisico ma anche con la testa. Mi trovo bene, ho tanto piacere in campo e fuori.

A che età hai iniziato a giocare a pallone?
Da quando mi ricordo ho sempre avuto il pallone ai piedi, sia a casa, che a scuola. Ho cominciato a 9 anni a lavorare in un club dopo scuola e da lì sognavo di essere calciatore, non pensavo ad altro. Ero malato di calcio.

Eri il più forte degli amici sotto casa?
Non sempre, molti miei amici giocavano in altri club. Eravamo forti, giocavamo anche contro gli altri quartieri.

Qual è stata la sfida più grande nel trasferimento da Parigi a Roma?
L’unica cosa che mi preoccupava era non trovare un ambiente in cui la mia famiglia potesse sentirsi a suo agio, ma dopo due mesi a Roma ci siamo ambientati. Abbiamo lasciato il passato in Francia dopo un’esperienza bellissima, ma qua si vive benissimo.

Quando segni?
Devo parlare con i portieri (ride, ndr). Effettivamente ho anche tirato tanto, ma non è entrata. Mi allenerò di più. Quando arriverà il primo gli altri arriveranno da soli.

Ripensi alla parata di Sepe a Parma?
Sì mi rimangono sempre in testa. Non vivo per il gol ma sto giocando bene e quando fai gol l’autostima sale e ti aiuta a fare migliori prestazioni.

Qual è il tuo gol preferito a parte quelli con la Roma?
Psg-Chelsea, sono entrato a fine partita e ho fatto un bel gol.

La soddisfazione di un assist è paragonabile a un gol?
Sì, per me è come fare un gol soprattutto se la squadra poi vince.

Meglio il gol con l’Atalanta o con il Frosinone?
Penso con il Frosinone, anche se sono stati molto simili.

Calciatori della Roma argentini preferiti?
Batistuta, era il mio idolo. È stato un simbolo.

Ti ricordi un suo gol?
No, tutti di forza. Giocatore molto bello.

Sai giocare a gol?
No, sono andato con i miei fratelli in Argentini ma ho fatto trenta tiri per arrivare alla buca.

Qualcuno dice che devi migliorare ancora…
È giusto, se hanno seguito la mia carriera sanno che posso dare ancora di più. È uno stimolo importante per noi per continuare a migliorarci e a lavorare. Vogliamo arrivare in alto e abbiamo bisogno che i tifosi ci chiedano di più. Ci hanno trattato molto bene a Parma dopo la sconfitta, ci danno forza.

La rabona contro il Napoli?
Ero stanco e il difensore veniva dal lato sinistro, con la rabona non arrivava a prenderla e mi sentivo più sicuro. L’ho fatto tante volte, è un’opzione per quando non mi sento tranquillo con il sinistro. Ho messo in una buona posizione il mio compagno.

Che ne pensi di Zaniolo e Pau Lopez?
Zaniolo è molto forte, quando è arrivato faceva allenamenti come uno della prima squadra. Ha tanta forza e adesso segna anche. È un ragazzo semplice e gentile, può arrivare lontano se continua. Deve pensare a quello che fa adesso.

Canzoni preferite in macchina?
No ascolto tutto, metto tanto la radio. Mi piace sentire musica italiana ma non ho playlist.

Ci fai un gol il 12 gennaio contro la Juve?
Magari.

Qual è il tuo miglior momento alla Roma?
Questo, ho fatto tante partite e bene. La squadra ha avuto risultati positivi. Quando la squadra vince uno sente che sta facendo le cose giuste e che deve continuare per quella strada.

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