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Fonseca: “Cristante è convocabile. Mercato? Non compriamo per fare numero” (VIDEO)

“Spinazzola ha un virus, Cristante è pronto per essere convocato”

Paulo Fonseca incontra la stampa nella conferenza di rito alla vigilia di Roma-Juventus. Il match che andrà in scena domani sera alle 20.45 allo Stadio Olimpico è il secondo incontro del 2020 e i giallorossi cercano il riscatto dopo il brutto stop contro il Torino. Queste le parole del tecnico portoghese:

La Juventus sta cambiando mentalità con Sarri. Che cosa ne pensa?
Io non conosco bene il passato della Juventus con il precedente allenatore. Lo conosco con Sarri, è un grandissimo allenatore, uno dei migliori d’Europa. Ha un’idea positiva di calcio che mi piace molto. Ha iniziato in questa stagione con la Juventus, ma sta costruendo una squadra molto forte.

E’ tornato in gruppo Cristante, è pronto?
Cristante è pronto, si è allenato tutti questi giorni. Sta bene, non è nella migliore condizione, ma è pronto per essere convocato.

Come sta Spinazzola?
Non si è allenato questa settimana per un virus. Solamente oggi si allena con noi, non è nella miglior condizione fisica per giocare dall’inizio questa partita.

Sta valutando di giocare con la difesa a tre?
Vediamo domani. C’è una possibilità sempre, ma vediamo.

Le avversarie della Roma si stanno migliorando sul mercato. E’ un rischio per la Roma non farlo? Mi riferisco in particolare agli attaccanti. Si aspetta che questo mercato possa svilupparsi?
Io ho parlato ed ho detto che non mi piace molto il mercato di gennaio. Non è facile trovare giocatori pronti da mettere in squadra. Per me questo mercato può essere un’opportunità di comprare giocatori per il futuro. Abbiamo queste due possibilità, non è facile trovarne di pronti ad entrare in squadra. Se avremo opportunità di trovare un calciatore così staremo attenti. Parlo costantemente con Petrachi per questo tipo di situazioni. Vediamo, sempre con l’intenzione di migliorare la squadra. Non vogliamo fare numero, solamente migliorare la squadra.

Kalinic ha fatto l’ultimo gol un anno fa e Dzeko non ha segnato molto. E’ un problema della prima punta o anche degli altri?
E’ vero che dobbiamo fare più gol, ma non sono preoccupato del numero dei gol di Dzeko o degli altri. Zaniolo ha più gol degli altri esterni. Quando faccio l’analisi della squadra è importante se la squadra crea situazioni, dobbiamo fare più gol, ma le occasioni da gol sono molte. E’ più importante.

Si chiude il girone d’andata. Non avete mai vinto contro le prime sette in classifica? Cosa serve per il salto di qualità?
Per me questa squadra ha giocato sempre bene con le migliori del campionato. E’ vero che abbiamo perso con l’Atalanta e con il Parma, ma abbiamo giocato sempre bene e con coraggio contro le migliori del campionato. Il problema non è contro queste squadre, sono più preoccupato quando giochiamo contro il Genoa o il Torino, rispetto a quando lo facciamo con Juventus, Inter o Napoli. E’ una questione di mentalità, di ambizione. Ne ho parlato coi calciatori: la partita contro il Torino non è stata una questione di atteggiamento, ma dobbiamo volere di più. Se vogliamo andare vicino alla Juventus non possiamo sbagliare questo tipo di partite. E’ una questione di mentalità e stiamo lavorando per cambiarla.

E’ più avanti Cetin o Fazio nella difesa a tre?
Non ne parlo perché non posso dire se sarà così.

Si è lamentato del fatto che si giocava troppo. La preoccupa che la Roma giocherà sempre in notturna?
Abbiamo già passato un periodo così. La squadra ha risposto molto bene quando ci sono state molte partite. Gennaio è molto importante per noi e non credo ci sia un problema.

Come sta Kluivert? Disponibile per il Parma?
No. Si allenerà con noi dalla prossima settimana.

E’ meglio l’Inter o la Juventus nel gioco che esprimono?
Sono completamente diverse nel modo di pensare il gioco. Non preferisco nessuna delle due, mi piacciono entrambe. Sono due squadre con idee molto forti dell’allenatore. L’idea di Conte è molto marcata, lo stesso per Sarri. Sono due forme diverse, ma mi piacciono entrambe.

La poca cattiveria sotto porta dipende dalla mentalità?
Anche. Manca un po’ di aggressività in questo momento, è un problema di questa squadra. Il problema non è creare la situazione, ma stiamo lavorando per migliorare questo momento ed è una questione di aggressività.

Per i tifosi romanisti Roma-Juventus non è una partita normale. Ha visto l’atteggiamento giusto negli occhi dei calciatori in settimana per rendere orgogliosi i tifosi?
Sì. I calciatori si sono allenati molto bene questa settimana, ma lo abbiamo fatto anche la settimana precedente ed abbiamo perso. La Juventus non è una partita normale, so che è speciale. Dobbiamo capire che è una partita che non possiamo sbagliare. Concentrazione totale. E’ una partita per cui i calciatori sono molto motivati. Quando abbiamo questo tipo di partite non sono preoccupato, lo sono di più contro Torino e Sassuolo. In queste partite importanti concentrazione e motivazione sono alte.

Punta ancora su Under? Se arrivasse un’offerta importante può partire?
Non pensiamo a questa situazione. Sta migliorando fisicamente e tatticamente, non gioca perché Zaniolo sta facendo bene.

Contro la Juventus che atteggiamento difensivo bisogna avere?
Come contro l’Inter. In questo tipo di partite devi avere grande rigore difensivo. Non possiamo sbagliare in difesa contro queste squadre. Il nostro modo di difendere è lo stesso: alti, lontani dalla porta, squadra corta e senza spazi tra le linee. La Juventus è molto forte quando cercano lo spazio tra le linee, dobbiamo essere concentrati e corti.

Lei preferisce giocare contro una squadra cattiva e concreta o contro una squadra più abile nel palleggio, ma meno ossessionata dal risultato?
Quando l’allenatore ha intenzione di far giocare bene la squadra non cambia. Sarri è un allenatore a cui piace fare un buon calcio e l’intenzione è di farlo alla Juventus. E’ arrivato in questa stagione però, sta cambiando il modo di giocare. Non so se avete fatto questo pensiero: le squadre più forti e con un’idea di gioco sono quelle che hanno tenuto l’allenatore come Lazio o Atalanta. Cambiare non è mai facile. Il lavoro di Sarri è all’inizio.

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